La musica aiuta i processi cognitivi: la parola alla scienza

Secondo studi recenti, la musica ci aiuta a mantenere un equilibrio vitale a fronte degli sforzi costanti che affrontiamo nella vita, giorno dopo giorno.

La musica è una delle arti più misteriose sulle quali studiosi, filosofi e scienziati si siano mai interrogati. In ogni epoca, per ogni corrente filosofica, troviamo chi si è interrogato sul reale valore della musica, da Platone e Aristotele, e ancor prima Pitagora, filosofi dell’antica Grecia che si sono soffermati sulla sua importanza e utilità e sulle funzioni e le reali proprietà di questa disciplina.

 

musica processi cognitivi

 

Per Kant, la musica era qualcosa di “meraviglioso”, al quale, però, non si doveva prestare troppa attenzione. In anni recenti (1997) Steven Pinker, studioso cognitivo e docente di psicologia all’Harvard University, ne ha ripreso la visione definendo la musica un cheesecake uditivo: piacevole, insomma, ma assolutmanete inutile per l’uomo da un punto di vista biologico. Alcuni anni fa, poi, la rivista scientifica Nature ha pubblicato un’autorevole serie di saggi la cui conclusione era l’assodata impossibilità di dimostrare scientificamente i benefici della musica.

 

In un recente articolo pubblicato per la rivista The conversation, però, Leonid Perlovsky, anch’esso scienziato cognitivo, riporta all’attenzione una serie di studi da lui condotti nel 2013 con il quale dimostra che la musica è invece fondamentale per l’evoluzione umana, in quanto “aiuta a destreggiarsi in un mondo pieno di contraddizioni”.

 

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Per Perlovsky, infatti, la musica è in grado di aiutare a superare la dissonanza cognitiva, ossia quella sensazione di disagio emotivo che proviamo quando apprendiamo nuove informazioni che contraddicono le convinzioni esistenti. La dissonanza cognitiva è uno dei fenomeni di psicologia sociale più studiati nel ventesimo secolo nonché una condizione che noi tutti sperimentiamo più volte al giorno e che colpisce il nostro processo decisionale e la nostra capacità di apprendimento.

 

La musica, dunque, è un potente meccanismo che, addirittura, ha permesso ai nostri predecessori di gestire cognizioni contraddittorie e che ha reso il processo decisionale più semplice, più naturale: a differenza del linguaggio che tende a differenziare ogni cosa e a dividere, la musica unisce il mondo in un tutto e, trasmettendo una vasta gamma di emozioni sfumate, ci aiuta a mantenere un equilibrio vitale a fronte degli sforzi costanti che affrontiamo nella vita, giorno dopo giorno.

 

Non c’è dubbio: la musica è molto più che utile.

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