Francesco Barberini. Vi racconto che fine hanno fatto i dinosauri

Il giovane divulgatore arriva in libreria con un volume dedicato ai dinosauri. “Per proteggere la natura dobbiamo prima conoscerla”.

Francesco Barberini, classe 2007, è tra i più giovani ornitologi e divulgatori scientifici nel nostro paese. Da poco in libreria con il nuovo libroChe fine hanno fatto i dinosauri“, edito da Salani Editore e con le illustrazioni di Davide Bonadonna, racconta in maniera chiara ed intituitiva l’evoluzione dei rettili che hanno abitato il nostro pianeta per centinaia di milioni di anni. Ecco cosa ci ha raccontato.

Ciao Francesco. È da poco uscita la tua ultima fatica “Che fine hanno fatto i dinosauri”, volume che porta la fascetta scritta nientemeno che da Piero Angela. A che numero sei arrivato e di cosa tratta questo volume?
Questo è il quinto libro che scrivo e ha per cardine non quei dinosauri che tutti abbiamo conosciuto guardando Jurassic Park – temibili, a volte lenti e un po’ stupidi – ma dinosauri diversi. Perché in realtà queste erano creature agili, intelligenti e ben diverse da come pensiamo. E sopratutto piumati. Insomma hanno evoluto penne e piume per diversi scopi: per mantenere il calore corporeo ad esempio, aumentando di conseguenza anche il metabolismo. Utilizzavano le piume per la cova e questo ci dice che accudivano i propri piccoli. Inoltre servivano come richiamo sessuale e per mantenere a distanza i predatori. Ed infine, ovviamente, hanno compreso che potevano essere impiegati per volare e questo ha portato alla comparsa di centinaia di nuove specie, ovvero al cosiddetto bird boom. Quando poi avvenne la grande estinzione di massa, 65,5 milioni di anni fa, questi rettili meglio adattati sono sopravvissuti. Quindi non si sono estinti, ma sono ancora tra noi.

Perché hai scelto prorpio i dinosauri? Tu sei esperto di ornitologia e natura in genere e i dinosauri sono ormai estinti da milioni di anni…
La mia passione è da sempre legata al mondo degli uccelli, fin da quando ho due anni e mezzo, quando vidi il documentario “Il popolo migratore”. Ho quindi sempre continuato a studiare, a leggere libri, ad usare anche internet che ovviamente, se usato correttamente, è uno strumento utilissimo. Certo le scoperte che racconto nel libro non sono recenti, ma spesso la gente comune non conosce il passato. Per questo mi sono appassionato all’evoluzione degli uccelli, a partire dai dinosauri.

Francesco Barberini a Roma
Francesco Barberini a Roma durante la manifestazione per il clima

Te l’avranno chiesto in molti, ma come riesci a conciliare la vita di ragazzo (che deve studiare, giocare, stare con gli amici) con quella del giovane divulgatore?
Io tengo sempre a dire che sono un ragazzo come tutti gli altri: vado a scuola, faccio i compiti e pratico uno sport, il karate. Ma come scrivo anche nel mio libro, il tempo libero lo dedico alla mia passione. Non mi pesa, perché è una passione, non una mania. Ma non mi piace stare solo davanti ai libri o al computer, ma stare anche in mezzo alla natura. Infatti uno dei messaggi che cerco di dare è che un modo di rispettare la natura è viverla, godere di essa.

Tu hai una notevole popolarità, oltre ad aver ricevuto numerose onorificenze, ad esempio quella insignita dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Che consiglio ti senti di dare a qualche tuo coetaneo che magari ha la tua stessa passione?
Indubbiamente coltivare la propria passione. Spesso mi si chiede cosa vorrei fare da grande: ecco io vorrei fare questo. Continuare a divulgare la scienza. Ovvero parlare alle persone.

Si parla ultimamente di eco-ansia per le generazioni più giovani. Oltretutto ciò che stiamo vivendo oggi, ovvero la pandemia, ha decisamente cambiato il nostro mondo. Qual è stata la tua reazione e cosa pensi dello stato del nostro pianeta?
In questo periodo in cui non si poteva viaggiare ne ho approfittato per scrivere il libro. Certamente il lockdown non ci ha permesso di muoverci, ma questa è stata un’occasione anche per riscoprire aree verdi intorno a casa, semplicemente passeggiando. Spesso diamo per scontati luoghi che possono essere importanti dal punto di vista della biodiversità. Il periodo che stiamo vivendo non fa che confermare che siamo collegati a tutti gli esseri viventi e che dipendiamo da loro. Per questo dobbiamo impegnarci a proteggerli.

L’ultima, poi ti lascio fare i compiti. Chi è il tuo divulgatore preferito?
(pausa) Probabilmente Piero Angela, anche perché ho avuto la possibilità di incontrarlo e lo reincontrerò a breve. Abbiamo parlato molto della divulgazione e della necessità di conoscere bene gli argomenti di cui si parla, per poter parlare di scienza in maniera semplice e in modo che tutti possano capire i temi che vengono trattati.

Articoli correlati