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L’Etiopia sta vivendo la peggior siccità degli ultimi 40 anni. Crescono i matrimoni precoci: le famiglie offrono le proprie figlie per potersi mantenere.
Nelle aree dell’Etiopia colpite dalla siccità si sta assistendo a un aumento “drammatico” dei matrimoni precoci. Ma come sono legate tra di loro scarsità di pioggia e unioni premature? La peggior emergenza climatica vissuta dal paese africano negli ultimi 40 anni ha spinto le persone in povertà e, per questo, sempre più famiglie scelgono di affidare le proprie figlie femmine a mariti di famiglie più ricche, sperando così che siano più nutrite e protette.
L’Etiopia ha vissuto tre stagioni consecutive molto calde e senza precipitazioni. Ciò ha aumentato i casi di malnutrizione e spinto milioni di persone a lasciare il Corno d’Africa, comprese parti, oltre all’Etiopia, di Somalia, Kenya e Gibuti.
Molte ragazze etiopi sono state costrette dalle famiglie a sposarsi in giovane età, in modo da poter usare le doti provenienti dalle famiglie dei mariti per il sostentamento. Il tasso di matrimoni precoci è già tra i più alti al mondo: secondo i dati demografici del 2016, il 40 per cento delle ragazze nel paese dell’Africa orientale si sposa prima dei 18 anni e il 14 per cento si sposa prima di aver compiuto 15 anni.
La pratica, secondo fonti Unicef, interessa particolarmente la regione dell’Oromia, la vasta regione che si estende nel centro-sud dell’Etiopia. In particolare, nell’Hararghe orientale, un’area che ospita 2,7 milioni di persone, i casi di matrimoni precoci sono aumentati del 51 per cento ma ci sono zone dove i casi sono addirittura quadruplicati.
Tra febbraio e agosto dello scorso anno sono stati registrati 672 casi di matrimoni precoci, mentre nei sei mesi dallo scorso settembre a marzo di quest’anno il numero è balzato a 2.282, secondo il fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia.
Ai matrimoni precoci si aggiungono altre complicazioni. Tra questi ci sono l’abbandono scolastico e le violenze di genere. Si stima che più di 600mila bambini abbiano abbandonato la scuola a causa della siccità. Di questi, molte ragazze finiscono in sposa a uomini più grandi e, data la loro giovane età, diventano madri molto presto in un territorio dove sta crescendo la malnutrizione dei bambini: i casi che colpiscono i bambini sotto i cinque anni sono cresciuti a febbraio del 15 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Le condizioni climatiche dell’Etiopia costringono poi molte persone a bere acqua non potabile, aumentando il rischio di sviluppare malattie tra cui il colera. Per ora non c’è un’emergenza in questo senso, però sono cresciuti i casi di morbillo, che può essere mortale in età infantile.
L’Unicef sta tentando di raccogliere più di 200 milioni di euro per contrastare gli effetti della siccità nel Corno d’Africa. A gennaio, il governo inglese ha versato 17 milioni di sterline, ma l’obiettivo da raggiungere è ancora lontano.
L’invasione in Ucraina ha accentrato l’attenzione sul conflitto alle porte d’Europa. “Non rimprovero l’attenzione che l’Ucraina sta ricevendo perché anche loro hanno bisogno di risorse”, ha spiegato alla testata britannica Guardian Catherine Russell, direttore esecutivo dell’Unicef. “Purtroppo la comunità internazionale non è brava a fare due cose contemporaneamente”.
I conflitti e le emergenze nel mondo continuano, infatti, a essere tanti. Ma come troppo spesso accade, l’Africa, con le sue crisi esacerbate dai cambiamenti climatici, passa ancora in secondo piano. E notizie come queste suscitano poche reazioni da parte della comunità occidentale.
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