La Corte dei Conti certifica i ritardi del nostro Paese, i geologi ambientali propongono attestati di pericolosità, monitoraggio, educazione nelle scuole.
Entro il 2025, 40 porti italiani saranno dotati di spugne per assorbire gli oli. Si inizia da cinque tappe simboliche: Napoli, Messina, Brindisi, Ravenna e Trieste.
Come tutelare i nostri mari dall’inquinamento dovuto agli sversamenti accidentali di idrocarburi? Con la consapevolezza, innanzitutto. Grazie a qualche semplice accorgimento, unito a una particolare attenzione durante il rifornimento e le manovre operazionali, i diportisti possono evitare di perdere quelle gocce di carburante che possono sembrare piccole ma, a lungo andare, nuocciono agli ecosistemi e agli organismi che li abitano. Al tempo stesso, servono gli strumenti. Più sono semplici, più sono efficaci. Ecco perché è così importante che si allarghi la rete di porti italiani forniti delle innovative spugne che assorbono prontamente gli oli.
Sono state tentate tante strade per rimuovere gli idrocarburi dal mare. Ma tutte hanno mostrato ben presto i loro limiti. Le panne in polipropilene, per esempio, assorbono anche l’acqua, possono rompersi rilasciando particelle plastiche e sono monouso. Tecnologie meccaniche come pompe e skimmer – spesso usate per i grandi sversamenti – assorbono anch’esse acqua, oltre a essere piuttosto lente da mettere in funzione. I solventi chimici, infine, disperdono gli oli invece di rimuoverli.
T1 Solutions, pmi innovativa italiana con dieci anni di storia alle spalle, ha deciso di puntare su un sistema nuovo, più pratico e versatile. Si tratta di una spugna poliuretanica brevettata, idrofoba al 95 per cento e oleofila oltre il 99 per cento, capace di assorbire fino a 30 volte il suo peso a ogni utilizzo. Quando è impregnata, basta strizzarla grazie a un apposito macchinario: così facendo, gli oli possono essere conferiti in porto e la spugna entra nuovamente in funzione, fino a un massimo di duecento volte. Il primo test è stato la bonifica di un grosso sversamento a Fuerteventura, ma questa soluzione è valida anche su piccola scala. Esistono kit sia per i diportisti, per assorbire gli oli durante la manutenzione, il rifornimento e la pulizia delle acque di sentina, sia per i porti, per raccogliere e stoccare gli oli presenti negli specchi acquei portuali.
L’auspicio è che, per chi naviga per lavoro o per passione, avere a bordo una di queste spugne diventi la normalità. A dare un grande contributo in questo senso è Q8 Sailing for change, un progetto – lanciato da Q8 – che nel corso del 2024 sta facendo tappa in cinque porti italiani. È cominciato da Napoli, per poi fare rotta verso Messina, Brindisi, Ravenna e infine Trieste, dove il “gran finale” coincide con la storica e partecipatissima Barcolana. Nel corso dell’anno si arriverà a un totale di venti porti.
All’interno di questa iniziativa, LifeGate ha il ruolo di partner scientifico e tecnico della parte dedicata alla prevenzione, assorbimento e stoccaggio degli idrocarburi. Il progetto, dunque, fornirà un kit a ogni porto, oltre a distribuire materiali informativi e organizzare eventi per creare maggiore consapevolezza tra i diportisti. Diportisti che riceveranno mille kit in occasione della Barcolana. Il percorso si snoda per due anni, con l’obiettivo di raggiungere un totale di 40 porti entro la fine del 2025.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
La Corte dei Conti certifica i ritardi del nostro Paese, i geologi ambientali propongono attestati di pericolosità, monitoraggio, educazione nelle scuole.
A Pescasseroli, nel cuore dell’Appennino, si terrà la conferenza dell’Iba sulla conservazione e la coesistenza con gli orsi. LifeGate sarà media partner.
Il sisma del 31 luglio ha lasciato senza casa più di 800 persone e ha messo in luce l’imminente crisi abitativa di un intero territorio.
Una proposta di legge di iniziativa popolare punta a vietare la macellazione degli equidi e a garantire loro maggiori tutele.
Le ondate di calore sono ormai un lungo continuum: la parlamentare Patty L’Abbate chiede nuovi diritti per i cittadini e interventi politici attivi.
Da oltre due mesi migliaia di persone in Albania protestano contro un progetto turistico nella laguna di Narta. Ne parliamo con Besjana Guri.
Il giorno del sovrasfruttamento cade sei giorni più tardi rispetto al 2025, ma non è un miglioramento: lo spostamento dipende dalla revisione dei dati sugli oceani, mentre l’impronta ecologica reale continua a crescere.
Al via un progetto per restituire vita, produzione e cura del paesaggio alla villa dell’ex imperatore romano.
A porsi la domanda è la Corte dei Conti: dal 2019 a oggi tutti i dati diffusi riguardano vendite e incentivi, ma non i risultati raggiunti per l’ambiente.