La spesa a “chilometro zero”

Coldiretti promuove il progetto consumi a “chilometro zero”, che salva tasche e ambiente.

Gli alimenti “fuori stagione”, quelli che devono percorrere
lunghe distanze prima di giungere sulle tavole, hanno raggiunto
prezzi record: Qualche esempio? Le ciliegie cilene, che volano
13mila chilometri per arrivare in Italia, consumano 5,8 kg di
petrolio e hanno raggiunto i 28 euro al chilo; 12 euro al chilo per
l’uva del Sudafrica, che viaggia per 8mila chilometri bruciando
4,35 kg di petrolio.

A lanciare l?allarme è Coldiretti, che sottolinea come
l?acquisto di prodotti ortofrutticoli locali e di stagione consenta
di risparmiare denaro evitando lo spreco di energia e l?emissione
di inutili sostanze inquinanti nell?atmosfera. Coldiretti stima che
una famiglia pronta a consumare solo prodotti locali e di stagione,
che faccia attenzione anche agli imballaggi, può risparmiare
fino al 20 per cento del denaro ed evitare la liberazione
nell’ambiente di circa 1000 chili di CO2 l’anno.

Per realizzare tale consapevolezza a tavola, fondamentale
è l?introduzione dell?obbligo di indicare in etichetta la
provenienza dei cibi, prevedendo nella distribuzione commerciale la
disponibilità di spazi adeguati dove poter acquistare
alimenti locali, che non devono essere trasportati per lunghe
distanze. Coldiretti ha già avviato, in Veneto, il suo primo
circuito ?a chilometri zero? che va dalla gelateria alla
ristobottega di Verona, dall’osteria di Padova allo snack bar di
Treviso, dai vari ristoranti del veneziano fino ai locali del parco
delle Dolomiti nel Bellunese, riconoscibili da una apposita targa.
Inoltre, l’apertura, in molte città italiane, di Farmers
Market (mercati degli agricoltori), dove gli agricoltori locali
offrono i propri prodotti, è il segno che i consumi stanno
concretamente diventando più attenti all?ambiente.

Redazione Alimentazione

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