Uno studio pubblicato su Nature Geoscience indica una presenza massiccia di agenti inquinanti negli oceani, con valori giudicati “enormi” dagli esperti.
Che la vita dei pinguini sia piena di ostacoli e prove da superare è un fatto. Documentari come La marcia dei pinguini o il più recente The penguin king hanno mostrato come la vita di un pulcino appena nato sia complicata e le prime settimane siano cruciali per la sua sopravvivenza. Sfuggire ai predatori
Che la vita dei pinguini sia piena di ostacoli e prove da superare è un fatto. Documentari come La marcia dei pinguini o il più recente The penguin king hanno mostrato come la vita di un pulcino appena nato sia complicata e le prime settimane siano cruciali per la sua sopravvivenza.
Sfuggire ai predatori o sopravvivere alla fame, però, non sono più i problemi principali. Secondo uno studio dal titolo Climate change increases reproductive failure in Magellanic penguins dell’università di Washington e pubblicato sulla rivista scientifica Plos One, si è aggiunto l’aumento delle temperature. La ricerca è stata condotta a Punta Tombo, in Argentina, dove vive una colonia di circa 200mila pinguini di Magellano.
Il cambiamento climatico e i pinguini
“Le piogge e il caldo stanno uccidendo molti pinguini. Queste sono due cause nuove”, ha detto P. Dee Boersma, scienziato e autore principale dello studio cominciato nel 1982 grazie al sostegno della Wildlife conservation society.
Gli eventi climatici estremi, come precipitazioni più umide e prolungati periodi di caldo anomalo, sono chiari segnali che il clima sta cambiando anche in questa penisola sull’oceano Atlantico a causa della grande quantità di CO2 emessa in atmosfera.
I dati presenti nello studio riguardano 3.500 pulcini monitorati fino a due volte al giorno, ogni anno, nell’arco dei primi sei mesi di vita a partire dal mese di settembre, quando si schiudono le uova.
Le coppie fanno faticare a nidificare
In generale due terzi dei piccoli non riesce a uscire dal guscio, a conferma che la loro vita non è affatto facile. Ma nell’arco di 13 dei 28 anni in cui la ricerca è andata avanti, la causa principale di morte non è stata la fame, ma l’ipotermia.
I violenti temporali, infatti, fanno scivolare i pulcini fuori dal guscio prima che questi riescano a sviluppare uno strato di pelle e piume impermeabili e isolanti. Il risultato è che le coppie di pinguini di questa colonia che sono riuscite a portare a termine lo svezzamento è calata del 24 per cento dal 1987.
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