Malgrado i tagli di Donald Trump e un’eruzione vulcanica, l’osservatorio di Mauna Loa che dal 1958 monitora la CO2 nell’atmosfera non chiuderà.
Alla fine si è staccato ed è grande come la Liguria. È l’iceberg A68 che ora non fa più parte della penisola antartica Larsen C. Il rischio è che collassi del tutto.
Un iceberg gigante, grande quanto la Liguria, si è staccato la mattina del 12 luglio – come ampiamente previsto dagli osservatori – dalla penisola antartica e ora è alla deriva nel mare di Weddell, cioè in quella parte di parte oceano Atlantico a ridosso dell’Antartide. La notizia è stata diffusa dai ricercatori dell’università britannica di Swansea, in Galles, che monitora il fenomeno dal 2014. Il blocco di ghiaccio si chiama A68 ed è tra i più grandi mai osservati dall’uomo, con oltre 5.800 chilometri quadrati di superficie, uno spessore di 200 metri (di cui 30 fuori dall’acqua) e un peso di mille miliardi di tonnellate, contiene acqua pari a tre volte quella del lago di Garda.
The Larsen-C rift opening over the last 2 years from #Sentinel1 pic.twitter.com/MT9d3HAw1M
— Adrian Luckman (@adrian_luckman) 31 gennaio 2017
Il nuovo iceberg, che ora costringerà alla revisione delle cartine geografiche, si è staccato dalla piattaforma Larsen C ed è stato fotografato sia dal satellite europeo Santinel 1 lanciato con il programma Copernicus promosso dall’Agenzia spaziale europea (Esa) e dalla Commissione europea, sia dal satellite Aqua della Nasa (National aeronautics and space administration). Ora la piattaforma ghiacciata è più piccola del 12 per cento rispetto a prima del distaccamento. Si tratta dell’estensione minore mai raggiunta da 11.700 anni a questa parte.

Ora, secondo i ricercatori, la piattaforma Larsen C potrebbe andare incontro allo stesso tragico destino delle piattaforme Larsen A, collassata nel 1995, e, ancora più importante, Larsen B che si è disintegrata nel 2002 dopo un episodio di frattura simile. “L’iceberg, per ora, è un unico grande pezzo, ma potrebbe rompersi in frammenti più piccoli, alcuni dei quali potranno scivolare verso Nord in acque più calde”, ha scritto il meteorologo Daniele Berlusconi di 3Bmeteo.com.
“Il distacco di questo enorme iceberg potrebbe essere il primo passo del collasso della piattaforma Larsen C che porterebbe un’area enorme di ghiaccio a disintegrarsi in numerosi iceberg e frammenti più piccoli”, aveva affermato a gennaio il glaciologo David Vaughan, direttore del British antarctic survey (Bas). Anche se il senso della ricerca è quello di documentare gli effetti del riscaldamento globale in Antartide, “i glaciologi di Midas (un progetto britannico di ricerca) – continua Berlusconi – affermano che si tratta comunque di un evento naturale non necessariamente collegato al riscaldamento globale indotto dall’uomo, ma che questo determina una serie di rischi per tutto il ripiano glaciale, in quanto lo rende molto più instabile”.
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