Secondo uno studio europeo, che coinvolge il WWF, tutti gli investimenti si ripagherebbero entro il 2032. Vantaggi anche per lavoro, salute e ambiente.
C’è un fascino particolare nei vecchi binari, magari assaltati dai ciuffi d’erba e dalla ruggine. Spesso s’inerpicano per stradine e paesaggi inarrivabili. Vecchie ferrovie, binari solitari e scambi arrugginiti, ponti, rimesse, locomotive, vagoni e carrozze, gallerie e antiche stazioni sono, nella convinzione di Comodo (Confederazione Mobilità Dolce), uno straordinario patrimonio ecoturistico. La VII Giornata Nazionale delle
C’è un fascino particolare nei vecchi binari, magari assaltati dai ciuffi d’erba e dalla ruggine. Spesso s’inerpicano per stradine e paesaggi inarrivabili. Vecchie ferrovie, binari solitari e scambi arrugginiti, ponti, rimesse, locomotive, vagoni e carrozze, gallerie e antiche stazioni sono, nella convinzione di Comodo (Confederazione Mobilità Dolce), uno straordinario patrimonio ecoturistico.
La VII Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate, fissata per domenica 2 marzo 2014, gode addirittura del patrocinio della Commissione Europea, del ministero dell’Ambiente, della fondazione FS Italiane e di otto amministrazioni tra Regioni e Province, col contributo economico di Trenord.
In tutta Italia centinaia di volontari e appassionati muoveranno treni a vapore, ripercorreranno con biciclette, a piedi e a cavallo il tracciato di ferrovie abbandonate, apriranno scali e depositi, esploreranno gallerie, rievocheranno il ricordo con mostre storiche. Obiettivo: mantenere costante l’attenzione sul tema delle linee ferroviarie in disuso e promuoverne il riutilizzo per la creazione di percorsi dedicati alla mobilità dolce o per l’attivazione di servizi ferroviari di tipo turistico.
“Arrivati alla settima edizione della Giornata delle Ferrovie Dimenticate possiamo affermare con orgoglio che si sta finalmente creando la memoria delle ferrovie dismesse – dichiara il presidente di Comodo Massimo Bottini – e così i 6.400 km di rete inutilizzata che innervano il nostro Paese lentamente ma inesorabilmente saranno meno dimenticati. In molti casi sono diventati e possono diventare green ways, in altri potranno e dovranno essere ripercorsi da treni di servizio alla comunità locale e alla sua economia, in altri casi si trasformeranno in laboratori di rigenerazione etica del paese”.
Tutto questo per non perdere la memoria, per recuperare e valorizzare quanto ancora resta del patrimonio ferroviario minore, di una rete di strade favolose. Nel senso più autentico di legame con le favole.
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