Acqua

Francia, perché la città di Lione ha scelto di rendere di nuovo pubblica l’acqua

Attraverso la creazione di un’autorità pubblica, nel gennaio 2023 Lione riprenderà la produzione e la distribuzione di acqua potabile.

Dopo decenni di gestione privata, la metropoli di Lione si avvia a creare un’autorità pubblica per la produzione e la distribuzione di acqua potabile. Promesso in campagna elettorale, il passaggio della gestione dell’acqua da sistema privato a pubblico è stato da sempre uno degli obiettivi degli ecologisti, eletti nel giugno 2020 con il sindaco Gregory Doucet, del partito Europe Ecologie-Les Verts (Eelv). L’annuncio è stato reso pubblico a ottobre dal presidente della Métropole de Lyon, guidata dall’ambientalista Bruno Bernard. Il conto alla rovescia è così partito ufficialmente: la delega di servizio pubblico, affidata alla compagnia Veolia dal 2015, terminerà il 31 dicembre 2022 e la Métropole ha già deciso di non rinnovarla.

Lione sperimenterà la tariffazione sociale e progressiva

Gli ecologisti sfrutteranno il tempo da qui alla fine del 2022 per preparare la transizione e continuare a fornire 245mila metri cubi di acqua al giorno, necessari per gli 1,2 milioni di abitanti del secondo agglomerato di Francia. Ma, a quella tecnica, si affianca anche la transizione sociale, dal momento che va trovato il modo di reintegrare 280 dipendenti della filiale idrica. Una prossima deliberazione in proposito è attesa per il 14 dicembre.

“La governance pubblica è una scelta politica ponderata: per noi la questione dell’acqua è fondamentale e la conservazione della risorsa è la nostra priorità”, ha spiegato Bruno Bernard a Le Monde. L’obiettivo è quello di consentire una “tariffazione sociale e progressiva”, con “i primi metri cubi di acqua gratis per le famiglie più svantaggiate”. Il tutto “senza aumento di prezzo”, ma con la volontà di “limitare i consumi eccessivi” attraverso misure non ancora definite.

Un cambiamento storico per Véolia

La perdita di questo contratto è particolarmente simbolica per Veolia dal momento che la sua antenata, la Compagnie générale des eaux, fu costituita per decreto imperiale nel 1853 proprio per fornire acqua alla città di Lione. Oggi, il contratto sulla gestione dell’acqua vale 90 milioni di euro l’anno e Veolia ha 1350 dipendenti in tre diverse aree di servizi gestiti dalla multinazionale: acqua, rifiuti ed energia.

Il direttore generale di Veolia, Frédéric Van Heems, ha incontrato di persona Bruno Bernard per discutere del cambio di gestione. Nell’incontro, avvenuto a ottobre subito dopo l’annuncio da parte di Bernard, l’amministratore delegato ha sottolineato gli investimenti adottati dalla multinazionale, tra cui l’installazione di 5.500 sensori acustici per individuare le perdite e aumentare così il tasso di efficienza della rete dal 77 all’85 per cento negli ultimi tre anni.

Ma l’incontro non ha fatto cambiare idea a Bernard e colleghi: “Vogliamo coinvolgere i cittadini nella politica di gestione idrica e incoraggiare gli agricoltori a evitare i pesticidi”, ha spiegato a Le Monde. Il 95 per cento dell’acqua potabile consumata dagli abitanti della metropoli di Lione viene raccolta su due isole al centro del Rodano, attraverso 114 pozzi che prelevano quest’acqua filtrata naturalmente sotto 20 metri di sabbia e ghiaia. Con i loro 350 ettari, il sito è classificato “Natura 2000” (una certificazione dell’Unione europea per la conservazione degli ecosistemi).

fiume rodano
Il contratto dell’acqua potabile vale 90 milioni di euro l’anno © Jeffrey Blum, Unsplash

Le critiche al progetto

I manager di Veolia hanno già anticipato che non ci sarà alcun effetto domino. “Il cambio di gestione non si moltiplicherà in Francia. Possiamo trovare modi intelligenti per continuare a lavorare insieme”, ha aggiunto a Le Monde Van Heems. “Il lavoro del ciclo dell’acqua diventerà sempre più complesso, con sempre più investimenti da fare”, e forse è per questo che Bernard ha lasciato quella che in molti vedono come un’opportunità per Veolia: infatti una parte dei servizi verrà subappaltata e un bando di gara è stato lanciato per assumere un direttore di progetto e chiedere a una società di consulenza di scrivere il quadro giuridico per la futura autorità pubblica. I media locali non escludono che Veolia, quindi, possa mantenere un ruolo attivo.

Il progetto di pubblicizzazione ha attirato in ogni caso le critiche dell’opposizione politica: “È tuttasolouna questione di pubblicità, mettiamo il privato contro il pubblico”, ha risposto Alexandre Vincendet, leader del primo gruppo di opposizione conservatrice a Lione, Les Républicains. Per alcuni la tariffa sociale per l’acqua è una misura di assistenzialismo, mentre per altri la creazione dell’autorità pubblica avviene senza confronto con le opposizioni ma per dogmatismo. Quel che è certo è che la decisione adottata da Lione sarà un importante banco di prova per le politiche verdi e per la gestione dell’acqua come bene comune, seguendo le orme di altre città francesi, quali Parigi, Nizza e Grenoble.

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