La Francia sceglie l’ecologia. Trionfo dei Verdi alle elezioni municipali

Lione, Bordeaux, Strasburgo, Grenoble. E anche Parigi grazie ad un accordo con il sindaco Anne Hidalgo. Per i Verdi in Francia è un successo storico.

Un autentico trionfo. Le elezioni municipali del 2020 in Francia, il cui secondo turno si è tenuto domenica 28 giugno, hanno fatto registrare un successo senza precedenti dei candidati ecologisti. Questi ultimi hanno conquistato, infatti, grandi città come Lione, Bordeaux e Strasburgo. Ma hanno di fatto vinto anche a Parigi e Marsiglia, seppure in modo indiretto.

A Parigi accordo tra Verdi e il sindaco Anne Hidalgo

Il partito Europe Ecologie-Les Verts (Eelv), già autore di un exploit in occasione delle elezioni europee del 2019 – quando arrivò in terza posizione – governerà la capitale francese grazie ad un accordo organico firmato con il sindaco Anne Hidalgo. Quest’ultima, al primo turno, aveva ottenuto infatti il 29,3 per cento, mentre il candidato ecologista David Belliard aveva sfiorato l’11 per cento.

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Il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo ©Buda Mendes/Getty Images

I due hanno così deciso di unire le forze in vista del secondo turno, concordando un programma comune nel quale ambiente e clima occupano una posizione di primo piano. Al secondo turno, Hidalgo è stata eletta con il 48,7 per cento dei voti, superando la conservatrice Rachida Dati, ferma al 33,8, e la candidata del partito La République en marche (Lrem) del presidente Emmanuel Macron, Agnès Buzyn, che non ha superato il 13,3 per cento.

Lione sarà governata da Grégory Doucet. Vincono i Verdi anche a Bordeaux e Strasburgo

A Lione, invece, il nuovo sindaco sarà Grégory Doucet di Eelv, che ha conquistato il posto di primo cittadino con il 50,8 per cento. Battendo Yann Cucherat di Lrem. “Prepareremo la nostra città – ha commentato il nuovo primo cittadino lionese – ad affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici. L’ecologia non è nemica dell’economia: al contrario, è la sua migliore alleata”.

Un altro grande successo per i Verdi francesi è arrivato a Bordeaux, con Pierre Hurmic, che ha ottenuto più del 45 per cento dei voti. Il candidato ecologista ha superato così un’alleanza tra la destra del sindaco uscente Nicolas Florian e e il macroniano Thomas Cazenave, in una città considerata un bastione dei conservatori. Strasburgo, inoltre, sarà guidata dalla 39enne Jeanne Barseghian, anche lei membro di Eelv, eletta con il 42,5 per cento dei voti.

A Grenoble confermato Eric Piolle, situazione più complessa a Marsiglia

Allo stesso modo, a Marsiglia è arrivata in testa un’ecologista. Si tratta di Michèle Rubirola, che ha spodestato la destra dopo 25 anni, sostenuta da una coalizione tra socialisti, comunisti, Eelv e il partito di sinistra radicale La France Insoumise (Lfi). Tuttavia, nella città portuale la situazione appare più complessa, dal momento che Rubirola non può contare sulla maggioranza assoluta nel consiglio comunale.

Sindaci verdi sono stati eletti inoltre a Tours (Emmanuel Denis), Poitier (Léonore Mondcond’huy) e Besançon (Anne Vignot). Infine, Eric Piolle è stato confermato alla guida di Grenoble. Prima delle municipali di quest’anno, si trattava dell’unico sindaco verde di una grande città francese. Nel 2004, ottenne al primo turno il 29,4 per cento: dopo sei anni al governo i suoi consensi sono cresciuti 46,6 per cento. Al secondo turno, inoltre, i voti sono cresciuti al 53 per cento (rispetto al 40 per cento del 2004).

Rossella Muroni: in Italia l’ecologia politica ha una grande opportunità

Ora l’obiettivo dei Verdi in Francia è puntare alle elezioni presidenziali del 2022. In Italia, invece, la situazione appare meno rosea per l’ecologia politica. Secondo Rossella Muroni, deputata ed ex presidente di Legambiente, “benché anche da noi si stia lavorando, il problema è che si continua a pensare ai contenitori invece che alle sfide poste dai territori. Anche in Italia abbiamo un’occasione straordinaria, nel 2021, per affrontare le elezioni comunali che verranno con una proposta a rete, fatta di politiche urbane nel segno della sostenibilità, politiche sociali che affrontino il nodo delle periferie. Politiche climatiche che portino i nostri centri urbani in Europa. Solo così riusciremo ad utilizzare il recovery fund per cambiare le nostre città e la vita di milioni di cittadine e cittadini in chiave sostenibile. Tenendo insieme ambiente e sociale, valorizzando il ruolo delle donne che vincono in molte città europee amministrando bene e rappresentando un vero cambiamento”. C’è un anno di tempo per non farsi trovare impreparati di fronte all’opportunità di

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