Calo della produzione, aumento della mortalità nei campi, ricadute sui diritti dei lavoratori: un report di Terra ed EStà fotografa l’impatto della crisi climatica sull’agricoltura e propone delle soluzioni.
L’allevamento intensivo su larga scala “consuma” pi
Ormai da tempo chi si occupa di
squilibri socioeconomici internazionali ritiene l’allevamento
intensivo di animali una colossale ingiustizia in quanto sottrae
cibo vegetale all’esercito di affamati del Terzo Mondo, non a caso
i raccolti cerealicoli e di leguminose sono quasi del tutto
destinati all’alimentazione animale.
Le associazioni ambientaliste sostengono che un mercato della carne
così gonfiato non è ecosostenibile: spreca energia,
risorse naturali, inquina acqua e aria e deforesta il Pianeta.
Carni bianche e rosse consumano ogni anno in tutto il Pianeta
un’enorme quantità di benzina che va letteralmente in fumo
per la produzione di pesticidi, colture foraggiere, fertilizzanti,
mangimi. Un chilogrammo di maiale richiede da solo l’equivalente di
quattro litri di benzina. In definitiva, più della
metà dell’energia utilizzata nel settore agricolo è
divorata dagli allevamenti.
Un altro grosso problema viene dallo spreco di acqua potabile: una
stima di Jim Oltjen, docente di Scienze animali
all’Università della California, fa ammontare in 3.200 i
litri di acqua indispensabili a dare un chilo di carne di suino. La
maggior parte è impiegata per pulire le stalle e rimuovere
le deizioni animali. Tutti questi fenomeni sono potenziati dal
fatto che nel nostro Paese i bovini sono aumentati del 20 per
cento, gli avicoli si sono decuplicati e i suini più che
triplicati, mentre la superficie agricola è diminuita di due
milioni di ettari.
Si tratta di una vera e propria zoopoli che ogni anno sforna circa
100 milioni di quintali di liquami. L’impatto sulle acque è
all’origine di un vero disastro ecologico: eutrofizzazione dei
mari, malattie nei delfini e in altre specie acquatiche,
arricchimento in nitrati delle acque di falda. Forse meriterebbe
ricordare le parole di Gandhi: “Nel mondo c’è quanto basta
per le necessità di tutti, ma non per l’ingordigia di
certuni”.
Massimo Ilari
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