Nuove evidenze scientifiche suggeriscono un legame tra i dolcificanti artificiali senza calorie e il controllo della glicemia.
I ricercatori dell’Università della California per tre mesi hanno somministrato ai pazienti la curcumina: al termine dell’esperimento la loro memoria era migliorata del 28%. Secondo lo studio la curcuma avrebbe effetti positivi anche sull’umore.
Ci hanno detto che è antiossidante, antinfiammatoria, antiage e persino antitumorale e noi abbiamo imparato a utilizzarla un po’ ovunque e più spesso (come nel golden milk). Ora, grazie a una nuova ricerca, si è scoperto anche che la curcuma migliorerebbe la memoria e favorirebbe il buon umore. Un motivo in più per amare questa spezia dalle mille proprietà che ha già conquistato molti.
Lo studio è stato realizzato dai ricercatori dell’Università della California a Los Angeles e pubblicato lo scorso gennaio sull’American Journal of Geriatric Psychiatry con il risultato che la curcuma possa prevenire i problemi della memoria agendo non solo sulle capacità cognitive degli individui, ma anche sulle cellule cerebrali. Per condurre l’esperimento il team di studiosi ha lavorato per 18 mesi su un gruppo di 40 persone tra i 50 e i 90 anni con piccoli problemi di memoria (ma non affetta da Alzheimer o demenza), somministrando ad alcuni di loro 90 mg di curcumina per due volte al giorno, ad altri un farmaco placebo. Prima di iniziare i partecipanti sono stati sottoposti a scansioni cerebrali, a test mnemonici e cognitivi e hanno dovuto rispondere a questionari per misurare l’umore e l’eventuale stato di depressione.
Al termine dell’esperimento, effettuando nuovi test sulle persone, gli scienziati hanno notato che la memoria negli individui che avevano assunto la curcumina era migliorata del 28 per cento, così come erano aumentate l’attenzione e la concentrazione, mentre nei pazienti che avevano assunto il placebo questo non era accaduto. Anche l’umore era migliorato e le scansioni cerebrali hanno rivelato un minor accumulo di amiloide e tau (proteine associate a malattie come appunto l’Alzheimer) nell’amigdala e nell’ipotalamo, le zone del cervello che controllano l‘ansia, il processo decisionale, le emozioni e la memoria. “Non sappiamo ancora esattamente come la curcumina eserciti i suoi effetti”, ha spiegato Gary Small, primo autore dello studio. “Potrebbe avere la capacità di ridurre l’infiammazione cerebrale che è stata collegata sia all’Alzeheimer che alla depressione”. L’intenzione degli studiosi è quella di condurre la ricerca su un campione più ampio di persone che comprenda anche individui con problemi depressivi per confermare questi risultati.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Nuove evidenze scientifiche suggeriscono un legame tra i dolcificanti artificiali senza calorie e il controllo della glicemia.
Al via un progetto per restituire vita, produzione e cura del paesaggio alla villa dell’ex imperatore romano.
Per Greenpeace i piani di espansione di Jbs sono incompatibili con gli obblighi dell’azienda in materia di clima e biodiversità e sta portando la causa al tribunale olandese.
Uno studio giapponese ha osservato una migliore qualità del sonno nei bambini nutriti con latte materno, mentre secondo uno studio norvegese esiste un’associazione tra l’allattamento al seno e un minor rischio di ADHD.
Secondo gli analisti, il verificarsi di un “super” El Niño creerebbe un shock globale dei prezzi alimentari, aumentando l’inflazione già causata dalla guerra in Iran.
La produzione di gamberetti ecuadoriana destinata all’esportazione continua a crescere, ma l’ecosistema delle mangrovie ne paga il prezzo più alto.
Il consumo abituale di caffè non zuccherato, normale o decaffeinato, riduce il rischio di malattie del fegato. Agisce inoltre in modo benefico sul microbiota influenzando positivamente l’umore.
Il 10 per cento della popolazione con i consumi più elevati causa danni ambientali alla biodiversità e al clima per una cifra paragonabile a quella che servirebbe per risolvere queste crisi.
Nell’Unione europea sarà più facile produrre e commercializzare i cosiddetti nuovi ogm, ma per 21 organizzazioni ambientaliste, dell’agricoltura bio e dei diritti dei consumatori è una decisione preoccupante.


