Cooperazione internazionale

Migranti, tra ong e scafisti non c’è alcun legame. La procura archivia l’inchiesta

La procura di Palermo ha archiviato l’inchiesta sui presunti legami tra le ong impegnate nel salvataggio in mare di migranti e gli scafisti.

Tra le organizzazioni non governative impegnate nel mar Mediterraneo nelle attività di ricerca e salvataggio di migranti e gli scafisti che nel nord della Libia organizzano i viaggi sui barconi non c’è alcun legame. A confermarlo è stata l’inchiesta della procura di Palermo: il giudice per le indagini preliminari ha infatti archiviato il procedimento che era stato istruito a carico delle associazioni Golfo Azzurro e Sea Watch. E lo ha fatto, tra l’altro, accogliendo la richiesta giunta dalla Direzione dipartimentale antimafia. Anche secondo quest’ultima, dunque, l’operato delle ong è stato impeccabile.

“Corretta gestione” dei salvataggi di migranti da parte delle ong

“Non si ravvisano elementi concreti che portino a ritenere che esistano connessioni tra i soggetti intervenuti nel corso delle operazioni di salvataggio a bordo delle navi delle ong e i trafficanti operanti sul territorio libico”, hanno affermato i giudici. La macchina del fango che ha girato a pieno regime negli ultimi mesi è stata dunque smentita in toto.

E in alcun modo è imputabile alle associazioni umanitarie il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Come riferito dal giornale Antimafia Duemila, infatti, il procuratore aggiunto Marzia Sabella e i pubblici ministeri Gery Ferrara e Claudio Camilleri hanno escluso che la nave di Sea Watch avesse adottato comportamenti “incongruenti”, come ipotizzato dalla Guardia di Finanza, decidendo di dirigersi verso l’Italia. Secondi i giudici, al contrario, la scelta di fare rotta verso le coste della Penisola, anziché verso quelle maltesi, è stata frutto di “una corretta gestione delle operazioni di salvataggio”.

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