Uno studio canadese ha osservato il legame tra il consumo di cibi ultra-processati nei bambini di 3 anni e il loro comportamento a 5 anni, rivelandone l’impatto.
Il legame tra sessualità e tavola è noto, ora la comunità scientifica si interroga sulla comunicazione tra intestino e cervello che scatena il desiderio. Uno studio americano sui moscerini della frutta (drosophila melanogaster) ha rilevato che nel loro intestino, dopo un pasto proteico, si innesca il rilascio di una molecola messaggera che attiva la “voglia”
Cibo e sesso sono due piaceri che spesso vanno di pari passo. E non solo negli esseri umani. Anche gli animali sembrano soggetti a questo legame da millenni. Diversi gli studi su questo binomio speciale, tra cui la recente ricerca sui moscerini della frutta che ha rilevato che una molecola rilasciata dall’intestino dopo un pasto sposta la loro attenzione dalla “tavola” al “letto”. L’alimentazione, che per i moscerini maschi affamati normalmente è al primo posto rispetto al desiderio sessuale, quando è a base di proteine sposta la priorità dei moscerini verso l’accoppiamento.
Sono stati gli scienziati dell’università della California di San Diego a scoprire che il cibo ricco di proteine innesca nei moscerini il rilascio dell’ormone diuretico 31, o Dh31, ovvero una molecola “messaggera” che crea una comunicazione tra intestino e cervello, una questione ancora poco esplorata dalla scienza.
“Abbiamo trovato la transizione dall’alimentazione all’accoppiamento e siamo stati molto sorpresi che una singola molecola abbia un’influenza così profonda sulle decisioni di comportamento. Questo studio fornisce quindi una spiegazione meccanicistica di come il neuropeptide Dh31 agisce sul cervello per cambiare la spinta motivazionale di due comportamenti evolutivamente critici”, afferma Jing Wang, professore di neurobiologia nella Divisione di scienze biologiche della UC San Diego e autore a capo dello studio pubblicato su Nature.
Dagli studi è emerso che dopo aver consumato un pasto ricco di proteine, i moscerini maschi attivano degli aminoacidi che innescano il rilascio del neuropeptide Dh31 nell’intestino, che a sua volta attiva i neuroni che esprimono Dh31R nel cervello per dare il comando a concludere l’alimentazione e iniziare il corteggiamento.
“Ci sono due popolazioni distinte di neuroni Dh31R+ nel cervello”, spiegano i ricercatori, “con una popolazione che inibisce l’alimentazione attraverso l’allatostatina C (un ormone neuropeptide che si trova negli insetti e nei crostacei, ndr) e l’altra che promuove il corteggiamento attraverso la corazonina (un tipo di proteina che si trova negli insetti, ndr). Insieme, i nostri risultati illustrano un meccanismo attraverso il quale il consumo di cibo ricco di proteine innesca il rilascio di un ormone intestinale, che a sua volta dà la priorità al corteggiamento rispetto all’alimentazione attraverso due percorsi paralleli”.
Ora, l’importanza di questo studio sta nel fatto che rappresenta un primo dato certo sulla comunicazione tra cervello e intestino, dal quale partire per approfondire questa relazione. Per esempio, secondo diverse ricerche, sembra che l’orexina, una molecola neuropeptide, ha dimostrato di svolgere un ruolo simile nei mammiferi nella transizione dalla veglia ai modelli di sonno, compreso il sonno Rem (Rapid eye movement) e il sonno non-Rem.
Questi esperimenti sono in gradi di fornire informazioni fondamentali ai ricercatori sui processi decisionali che portano gli animali a passare da un comportamento che promuove la sopravvivenza – come l’assunzione di nutrimento – a un diverso atteggiamento come il corteggiamento. Secondo il professor Wang bisogna continuare ad indagare sugli ormoni dell’intestino per capirne le altre funzioni oltre a quelle legate all’alimentazione. In futuro la ricerca si dovrà concentrare su come i microbiomi entrano nella comunicazione intestino-cervello.
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