Nicola Semeraro. Il riciclo del legno in Italia è un’eccellenza, facciamolo sapere a tutti

Il legno è un materiale speciale, prezioso, versatile. Nicola Semeraro, presidente di Rilegno, il consorzio nazionale per la raccolta, il recupero e il riciclaggio di legno e sughero, traccia con noi il percorso per i prossimi tre anni.

Il legno è sempre stato il materiale principe per le costruzioni, l’imballaggio, il trasporto. Oggi però è sempre più importante proteggere le risorse forestali, sia a livello normativo, sia disseminando la cultura del riuso e dell’economia circolare (con concorsi come Legno d’ingegno, per esempio).

 

La resa del processo di riciclo del legno è molto elevata e in Italia anche il sistema di recupero di questo prezioso materiale è particolarmente efficiente, a partire dalla raccolta nelle piattaforme fino al trasporto negli impianti di riciclo. Per questo Nicola Semeraro, direttore della Matera Imballaggi che da ottobre 2015 è il presidente del Consorzio Rilegno, può sottolineare le attività di maggior successo.

 

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Nicola Semeraro, lei è subentrato a Fausto Crema dopo quasi vent’anni di presidenza. Quali indicatori dello stato di salute del settore ha trovato in Rilegno?

Il consorzio sta facendo un lavoro eccezionale. I dati aggiornati a inizio maggio mostrano che nel 2015 sono state recuperate, prevalentemente destinate al riciclo, un milione 715 mila tonnellate di legno proveniente da rifiuti di imballaggio e altri rifiuti legnosi: questo equivale al 64 per cento dell’immesso al consumo. Lo sforzo è grande, abbiamo una struttura logistica e organizzativa imponente, che si snoda tra quasi 5.000 comuni da nord a sud e 380 piattaforme di raccolta, il tutto per far sì che il legno sia raccolto e portato fino negli impianti di riciclo.

 

Qual è il ciclo di vita del legno e cosa vuol dire riciclarlo?

Il legno è un materiale pressoché immortale. Ha un valore enorme e noi cerchiamo di valorizzarlo anche a fine vita. Per questo anche il legno utilizzato negli imballaggi, ad esempio i pallet o le cassette della frutta, viene recuperato e riciclato, trasformato in truciolato e poi compattato in forma di pannelli.Questa filiera è importantissima per il comparto del mobile. L’Italia è un grandissimo produttore di questi pannelli che vengono anche esportati. Ma non finisce qui, perché a sua volta anche il pannello si ricicla. Abbiamo poco legno in Italia, quindi lo importiamo e lo lavoriamo, oppure ricicliamo quello arrivato a fine vita.

 

 

Come affronta Rilegno il problema della sostenibilità della filiera?

In realtà la nostra attività è posizionata nel tratto finale della vita del legno, quindi a valle di quello che è l’approvvigionamento. Possiamo comunque dire che in Italia lavoriamo in modo responsabile e i pannelli sono realizzati utilizzando colle atossiche, infatti abbiamo livelli bassissimi di formaldeide al contrario di altri Paesi. Anche in questo siamo un’eccellenza in tutta Europa.

 

Quanto è importante per voi il concetto di economia circolare? 

Fondamentale. Il consorzio nasce nel 1998 a seguito dell’entrata in vigore del cosiddetto Decreto Ronchi, che prevede un nuovo sistema di gestione basato sulla raccolta differenziata e non più sulla discarica, volto a realizzare proprio l’economia circolare.

 

Come vi sostenete?

I nostri fondi derivano principalmente dai contributi ambientali che i produttori di imballaggi devono pagare per ogni tonnellata messa sul mercato. Sono contributi destinati proprio ad essere investiti nel corretto smaltimento degli imballaggi al termine della loro vita, nell’ottica del riciclo o del riuso.

 

Qual è la sua visione per il triennio della sua presidenza e su che cosa si concentrerà principalmente?

Credo sia importante far conoscere la nostra realtà il più possibile e in particolare ai cittadini comuni, perché gli addetti ai lavori già ci conoscono e sanno come funziona il ciclo di vita del legno. Vogliamo valorizzare questo materiale e farne capire il valore, stimolare la cultura dell’economia circolare. Per questo proponiamo ad esempio il concorso Legno d’ingegno con cui cerchiamo di stimolare la creatività di tutti nel riutilizzare il legno di scarto e sosteniamo la realizzazione su larga scala dei progetti migliori. Vogliamo far capire che da rifiuto il legno può diventare risorsa.

 

Un messaggio che sarà centrale nel suo mandato?

Il lavoro che il consorzio fa con il riciclo del legno in Italia è un’eccellenza e dobbiamo farla conoscere a tutti, perché è un patrimonio di tutti.

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