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Orma Guides è una piattaforma di guide digitali urbane che riunisce servizi, locali e azioni per sostenere le comunità locali.
Il 2024? Sarà l’anno del turismo rigenerativo. Ossia quella forma di viaggio che cerca di lasciare un impatto positivo, mediante azioni in favore del territorio e della comunità locale visitata. La previsione esce dal Sustainable tourism forum, l’incontro organizzato a Padova dal Global sustainable tourism council Italy working group. Facendo un passo in più rispetto all’ecoturismo e alla riduzione dell’impatto, questo modello turistico si prefigge di migliorare i luoghi mediante azioni virtuose che generano benessere. Ma come mettere in pratica questo principio? A fornire indicazioni, indirizzi e istruzioni utili è Orma Guides, una piattaforma di guide digitali dall’impatto sociale.
Il nome di questa startup, fondata da Giulia Canini, Simone Rigoni e Federico Gavioli, è già tutto un programma: non significa solo ridurre la propria impronta ma, appunto, imprimere un’orma positiva. Ce ne parla Giulia Canini, classe 1997, in qualità di chief marketing officer e nomade digitale per passione, studio e lavoro. “Come nasce Orma Guides? Ci siamo resi conto di quanto fosse forte la richiesta di viaggiare in modo più sostenibile e responsabile. Un’esigenza presente in molti viaggiatori (circa l’80 per cento secondo diversi sondaggi) che però dichiarano di non avere gli strumenti per farlo”. Proprio per sopperire a questa mancanza, provata da lei stessa nei suoi viaggi, è nato uno strumento in grado di riunire tutte le esperienze, attrazioni, servizi, negozi e locali dall’impatto sociale e ambientale. “Tutte informazioni che uno deve andarsi a cercare in diverse piattaforme e che noi abbiamo riunito in un’app, rendendo il viaggio responsabile accessibile a tutti”.
Milano, Palermo, Venezia, Barcellona e Londra. Sono solo alcune delle grandi città mappate dalla startup, alle quali si aggiungeranno presto Berlino e Valencia in Europa, oltre a Firenze e Roma. “L’idea di creare guide urbane nasce dal fatto che proprio nelle città si crea il problema dell’over-tourism. I turisti quindi diventano un problema, perché i servizi si interessano solo a loro, perdendo di vista i residenti”, continua Giulia Canini. “L’ho visto per esempio a Barcellona, dove sono comparsi graffiti con la scritta Tourist go home, ma basterebbe pensare anche a Venezia. Noi invece vorremmo far sì che il turista sia responsabile e che faccia azioni positive nelle città visitata supportando l’economia locale”. Come nascono le guide? “Per mappare le città utilizziamo un city manager, una persona che conosce bene il territorio e condivide i nostri valori, fornendoci la lista di luoghi e azioni in linea con Orma”.
Le guide urbane di Orma Guides sono suddivise per temi. Ci sono gli alloggi in Stay; bar, negozi e ristoranti in Locally; le iniziative di volontariato di Take action; gli angoli verdi in Earthy e le gemme da scoprire fuori dalle solite rotte in Culture.
“Le azioni che creano un impatto sociale e ambientale positivo possono essere rigenerativo per la città. Se il turista, invece di andare a bere un caffè in una grande catena, va in un locale gestito da una ong, sta già attuando un cambiamento”. Qualche consiglio da esperta? “Il mio posto preferito è Mescladis: un locale super carino di Barcellona gestito da un’ong che dà un’occupazione ai migranti. O Rob de Matt a Milano, un ristorante e bistrot che impiega persone svantaggiate. In pratica, quando viaggio e devo acquistare qualcosa in un negozio o un bar perché, non farlo in un posto che abbia un impatto sociale?”, racconta la co-founder. Insomma, non servono azioni eclatanti: anche i piccoli gesti quotidiani hanno una loro importanza.
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