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La startup italiana Abit si avvale di nuove tecnologie e intelligenza artificiale per monitorare il suolo e attuare pratiche agricole più sostenibili.
Salute del suolo per città sane. È questo il tema scelto dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) per l’edizione 2025 della Giornata mondiale del suolo. Dal 2014, ogni 5 dicembre questa ricorrenza aiuta a sensibilizzare i cittadini sull’importanza di mantenere un suolo sano, gestendo in modo sostenibile le sue risorse. Si tratta, d’altronde, di una delle più grandi fonti di biodiversità del mondo, se si considera che due terzi di tutti gli esseri viventi si trovano sotto la sua superficie. E, al contempo, di uno dei principali fattori nel contrasto agli effetti dei cambiamenti climatici.
Proprio della salute del suolo si occupa la startup italiana Abit. Nata tra Milano e Genova, questa realtà si avvale di tecnologie avanzate e sfruttando l’intelligenza artificiale per favorire la transizione verso un’agricoltura davvero sostenibile che sia in grado di tutelare la biodiversità. Sono due i principali obiettivi che l’azienda si pone: da un lato, quello di fornire agli agricoltori strumenti concreti per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e migliorare le produzioni; dall’altro lato, semplificare la rendicontazione delle performance di sostenibilità, sempre più richiesta dal mercato e dalle normative.
La metodologia messa a punto da Abit si basa su un approccio a 360 gradi, che parte da un semplice campione di suolo. Attraverso un’analisi completa in particolare della mesofauna (quegli insetti di grandezza compresa tra i due millimetri e il centimetro che rappresentano un ottimo indicatore di biodiversità), la startup fornisce informazioni precise sulla qualità del suolo e definisce strategie di lungo termine nell’ottica di un’agricoltura sostenibile.
Integrando le moderne tecnologie con l’esperienza agronomica, la piattaforma è in grado di disegnare un percorso chiaro di misurazione e implementazione: il risultato è un biodiversity index, ovvero un indice scientificamente validato che non solo fornisce informazioni precise sulla qualità del suolo, ma definisce anche strategie a lungo termine efficaci ed economicamente vantaggiose per gli agricoltori. Questi possono accedere ai dati tramite una app dedicata, dove sono presenti anche dei consigli su come gestire i terreni per migliorare la biodiversità e contrastare al meglio gli effetti dei cambiamenti climatici.
La certificazione – validata da un ente terzo, Rina, partner del progetto – consente infatti agli agricoltori di aggiungere ulteriore valore ai propri prodotti, un elemento distintivo in un mercato che si è fatto più competitivo e al contempo sempre più attento alla sostenibilità. La startup permette inoltre alle aziende di anticipare i tempi e rendicontare in maniera chiara, completa ed esaustiva il proprio impegno, in linea con i principali standard.
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