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Le polemiche sono nate in seguito ai tagli degli incentivi al fotovoltaico di circa il 90% proposti in Gran Bretagna.
Lo scorso luglio il Regno Unito, uno dei mercati europei in ascesa per il fotovoltaico, ha annunciato una frenata sugli incentivi al solare. Secondo un comunicato stampa del Department of Energy & Climate Change, da gennaio 2016, gli incentivi garantiti dal Conto energia per i piccoli impianti verrebbero tagliati del 90 per cento circa.
“Abbiamo bisogno di mantenere le bollette più basse per le famiglie e le imprese riducendo le emissioni nel modo più conveniente – ha dichiarato il segretario all’Energia e al Clima inglese, Amber Rudd. – Il nostro supporto ha fatto scendere il costo delle energie rinnovabili. Poiché i costi continuano a diminuire diventa più facile, da parte del settore delle energie rinnovabili, sopravvivere senza sovvenzioni”.
Panasonic, il gigante giapponese dell’elettronica, ha però apertamente criticato il governo inglese per il taglio degli incentivi al fotovoltaico. L’azienda nipponica, una delle principali fornitrici di pannelli solari in Gran Bretagna, ha spiegato che di solito evita di intervenire nelle decisioni politiche, ma non può restare a guardare mentre l’industria del fotovoltaico viene attaccata.
Daniel Roca, country manager del Regno Unito per la divisione solare di Panasonic, ha esortato i ministri a ripensare le loro proposte. “È giusto che il settore si emancipi dal sostegno statale, ma è ancora presto, si deve sviluppare ulteriormente. Non bisogna spingere l’uccello fuori dal nido prima che abbia imparato a volare correttamente”, ha affermato Roca.
Anche Solarcentury, società inglese leader nel solare, prevede un crollo del commercio all’ingrosso dei pannelli fotovoltaici se saranno applicati i tagli annunciati.
“In poco più di tre mesi, il governo conservatore ha letteralmente capovolto le certezze che avevano caratterizzato il mercato delle rinnovabili del Regno Unito e il consenso trasversale che aveva ottenuto”, ha commentato Frans van den Heuvel, amministratore delegato di Solarcentury.
In Italia, in seguito al prematuro taglio degli incentivi al fotovoltaico, si è in effetti registrato un crollo delle installazioni, stesso rischio che ora corre la meno assolata Gran Bretagna.
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