Cosa ha detto il Papa su chi non crede ai cambiamenti climatici, di ritorno dalla Colombia

Di ritorno dal viaggio in Colombia, papa Francesco ha risposto alle domande dei giornalisti sui fatti di attualità, come l’uragano Irma e il nubifragio a Livorno.

Di ritorno dal viaggio apostolico in Colombia – che si è tenuto dal 6 all’11 settembre – papa Francesco, la più alta autorità nella chiesa cattolica, ha tenuto una conferenza stampa di circa 40 minuti con i giornalisti presenti sul volo aereo che lo ha riportato a Roma. Durante la conversazione, gli sono state poste diverse domande. Tra queste ce ne sono state anche un paio dedicate ai fatti di attualità che si sono verificati mentre si trovava nel paese latinoamericano, come ad esempio il passaggio dell’uragano Irma sui Caraibi e sullo stato americano della Florida e il violento nubifragio che ha colpito Livorno causando 7 morti. Ecco le parole del Papa trascritte dal quotidiano di ispirazione cattolica Avvenire.

Mentre siamo in volo passiamo vicino all’uragano Irma che dopo aver causato decine di morti nei Caraibi ora va in Florida, con 6 milioni di sfollati. Dopo l’uragano Harvey, ci sono stati quasi in contemporanea tre uragani sull’area. Gli scienziati pensano che il riscaldamento degli oceani renda gli uragani stagionali più intensi. C’è una responsabilità morale dei leader politici che rifiutano di collaborare con altre nazioni per controllare le emissioni dei gas ad effetto serra? Perché negano che questo cambiamento sia anche opera dell’uomo?
Chi nega questo deve andare dagli scienziati e domandare loro. Loro parlano chiarissimo, sono precisi. L’altro giorno quando è uscita la notizia di quella nave russa che è andata dalla Norvegia al Giappone, fino a Taipei, con il polo Nord senza ghiaccio, da un’università è uscita un’altra notizia, che diceva così: “Abbiamo soltanto tre anni per tornare indietro, al contrario le conseguenze saranno terribili”. Io non so se è vero [che mancano, ndr] tre anni o no, ma se non torniamo indietro… Del cambiamento climatico si vedono gli effetti e gli scienziati indicano chiaramente la strada da seguire. E tutti noi abbiamo una responsabilità morale, piccola o grande: accettare, dare opinioni, prendere decisioni e dobbiamo prenderle sul serio. Credo sia una cosa molto seria. Ognuno ha la sua responsabilità morale, i politici hanno la loro. Che si chieda agli scienziati, sono chiarissimi, e poi decida e la storia giudicherà sulle sue decisioni.

Molte volte nei discorsi in Colombia ha richiamato alla necessità di fare pace col creato e rispettare l’ambiente per creare una pace sociale stabile. Vediamo gli effetti dei cambiamenti climatici anche in Italia, come saprà ci sono stati danni con molti morti anche in Italia…
Dopo tre mesi e mezzi di siccità.

Perché tarda una presa di coscienza soprattutto da parte dei governi che invece sono solleciti in altri settori, ad esempio nel campo degli armamenti.
Mi viene in mente una frase dell’Antico Testamento, credo del Salmo che dice che l’uomo è uno stupido, un testardo che non vede [“Chi ama la correzione ama la scienza, chi odia il rimprovero è uno stupido”, dal libro dei Proverbi, capitolo 12, ndr]. L’unico animale del creato che mette la gamba sullo stesso buco è l’uomo. Il cavallo non lo fa. C’è la superbia, la sufficienza e poi c’è il “dio tasca”. Tante decisioni, non solo sul creato, dipendono dai soldi. Oggi a Cartagena, ho cominciato [la visita, ndr] con una parte povera della città, dall’altra parte la zona turistica, lusso e lusso senza misure morali. Ma quelli che vanno di là non si accorgono di questo? Gli analisti sociopolitici non si accorgono? L’uomo è uno stupido, diceva la Bibbia. Quando non si vuol vedere non si vede, si guarda da una parte soltanto.

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