Parigi sotto attacco

Parigi è stata colpita da una serie di attacchi terroristici. Almeno 127 i morti accertati. Decretato lo stato d’emergenza, chiuse le frontiere.

Parigi è stata colpita da una serie di attacchi terroristici senza precedenti nella serata di venerdì 13 novembre. Il bilancio, provvisorio, della carneficina, è di almeno 129 morti e 352 feriti, secondo le informazioni fornite in diretta da numerose emittenti. Secondo quanto riportato da fonti delle forze dell’ordine, alcuni attentatori si sarebbero fatti saltare in aria: è la prima volta che si registra un attacco kamikaze sul territorio francese.

 

Dove

Gli attentati sono stati condotti in almeno sei luoghi differenti della città: il primo, nelle vicinanze dello Stade de France, pochi chilometri a nord della capitale, mentre si disputava una partita amichevole tra le nazionali di calcio di Francia e Germania. Il secondo è stato eseguito al Bataclan, celebre e frequentatissimo teatro, in quel momento gremito per il concerto del gruppo californiano Eagles of Death Metal. Contemporaneamente, sono stati colpiti diversi altri luoghi della città, tutti concentrati in pieno centro, tra il decimo e l’undicesimo arrondissement.

 

 

La città è stata in breve sottoposta ad una sorta di coprifuoco: le strade deserte, i negozi chiusi. Migliaia di mezzi e uomini della polizia, della gendarmerie, assieme a pompieri e veicoli di soccorso sono entrati in azione.  Secondo quanto riferito da fonti delle forze dell’ordine, otto attentatori sarebbero morti.

 

Il massacro del Bataclan

Alla sala concerti del Bataclan quattro persone hanno fatto irruzione dopo circa 45 minuti dall’inizio del concerto, armati di fucili kalashnikov. I testimoni hanno riferito che gli uomini hanno aperto il fuoco sulla folla, alla cieca, “ricaricando le armi almeno tre o quattro volte”. Qualcuno è riuscito a lanciare sui social network dei messaggi di aiuto: “Sono ancora dentro al Bataclan. Ci uccidono uno a uno”.

 

Je suis encore au Bataclan. 1e étage. Blessée grave ! Qu ils donnent au plus vite l assaut. Il y a des survivants à l intérieur. Ils abattent tout le monde. Un par un. 1e étage vite !!!!

Posted by Benjamin Cazenoves on Venerdì 13 novembre 2015

 

 

Una parte della folla è scappata sul tetto dell’edificio. Da lì, alcuni sono riusciti ad entrare nelle abitazioni limitrofe. Altri sono fuggiti attraverso uscite secondarie del teatro. Alcuni video amatoriali hanno mostrato fuggitivi appesi ai davanzali delle finestre, nel tentativo di sfuggire alla carneficina. Dopo la mezzanotte, le forze speciali della polizia hanno lanciato un assalto, concluso cinque minuti prima dell’una. Alcune fonti parlano di un centinaio di vittime, ma il numero esatto deve essere ancora accertato. Nel corso delle dirette televisive, nella notte, si è parlato di agenti costretti a “camminare su un tappeto di corpi” all’interno del teatro.

Secondo un giornalista presente sul posto, almeno uno dei terroristi era a volto scoperto: “Era vicinissimo a me. Non appena arrivato ha cominciato a sparare. Era un ragazzo, non avrà avuto più di vent’anni. Bianco, con un berretto, un filo di barba. Poteva essere uno dei tanti venuti ad assistere al concerto. Nulla avrebbe potuto permetterci di identificarlo come un terrorista: era come noi”.

 

La sparatoria nel decimo arrondissement

Negli stessi minuti, al caffè Le Carillon, nel decimo arrondissement di Parigi, attorno alle 21:20 è stata udita una prima esplosione, scambiata inizialmente per un petardo. Immediatamente dopo, un uomo, a volto scoperto, è entrato nel locale sparando con un’arma automatica. Una raffica di colpi è stata, contemporaneamente, indirizzata verso il ristorante Le Petit Cambodge, che si trova di fronte al bar. Tra dodici e quattordici persone sono rimaste uccise.

 

Poco più tardi, a qualche decina di metri di distanza, verso il canale Saint-Martin, di fronte ad un McDonald’s, un giornalista del quotidiano Le Monde presente sul posto ha riferito su Twitter di “una Clio ferma, crivellata di colpi” e di “due persone gravemente ferite”.

 

 

19 morti a rue de Charonne

Nel frattempo, due uomini hanno aperto il fuoco sui tavoli all’aperto del caffè La Belle Équipe, situato a rue de Charonne (undicesimo arrondissement). I testimoni hanno parlato di decine e decine di colpi. I morti accertati sono diciannove. Un’abitante ha raccontato al quotidiano Libération ciò che ha potuto vedere dalla propria finestra: “Due persone con dei fucili in mano. Ho sentito dei colpi. Molti colpi. È durato almeno tre minuti. Poi i terroristi sono ripartiti in macchina, verso la stazione Charonne”.

 

Tre kamikaze allo stade de France

Mentre si disputava la partita allo Stade de France, gli spettatori hanno udito chiaramente alcune deflagrazioni. Secondo quanto riportato dall’Afp, che cita “fonti concordanti”, le esplosioni sono state provocate da tre kamikaze. Tra coloro che assistevano al match c’era anche il presidente della Repubblica François Hollande, che è stato immediatamente trasportato con una scorta eccezionale all’Eliseo.

I tifosi sono stati raggruppati, per ragioni di sicurezza, sul terreno di gioco. Finché gli altoparlanti non hanno fornito tutte le indicazioni necessarie per lasciare lo stadio, nonché per utilizzare i mezzi di trasporto pubblico.

 

La Francia in stato d’emergenza

Non appena rientrato in città, Hollande ha pronunciato un breve discorso alla tv, annunciando la decisione di decretare lo stato d’emergenza a livello nazionale, nonché il ripristino dei controlli alle frontiere, con la conseguente sospensione del Trattato di Schengen. Subito dopo, si è tenuto un consiglio dei ministri straordinario, alla presenza del premier Manuel Valls e del ministro degli Interni Bernard Cazeneuve. In mattinata, è stato organizzata una seconda riunione, al termine della quale Hollande ha nuovamente parlato alla popolazione: “È un atto di guerra. La Francia risponderà con tutti i mezzi, sul proprio territorio così come al di fuori di esso”.

Lo Stato Islamico rivendica gli attacchi

Per il momento, gli autori restano da identificare, ma il presidente Hollande ha accusato lo Stato Islamico. Alcuni testimoni hanno dichiarato di aver sentito pronunciare “Allah Akbar” (“Dio è grande”) dagli uomini che sparavano. Altri, presenti al Bataclan, hanno raccontato alla radio France Info di aver “chiaramente sentito gridare dai terroristi che la colpa era di Hollande, e della sua decisione di intervenire in Siria. Hanno nominato anche l’Iraq”.

 

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