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In una lettera aperta, 11mila ricercatori spiegano al mondo che la comunità scientifica è unanime: i cambiamenti climatici esistono e dobbiamo agire.
Più di 11mila scienziati, provenienti da 153 paesi, hanno firmato una lettera aperta, pubblicata il 5 novembre sulla rivista BioScience. Obiettivo: confermare al mondo intero che la comunità scientifica è pressoché unanime nell’affermare che i cambiamenti climatici sono una realtà, sono provocati in gran parte dall’uomo e impongono una transizione in senso ecologico immediata nelle nostre economie, nelle nostre società e anche nei nostri stili di vita.
Over 11,000 scientists from 153 countries have banded together to issue a warning about #climatechange.
Using over 40 years of research, the scientists have outlined 6 steps to slow down planet-warming effects & prevent “untold human suffering”. pic.twitter.com/P8B57VI6ge
— Pattrn (@pattrn) November 5, 2019
“Dichiariamo – si legge nel testo – in modo chiaro e senza equivoci che il pianeta Terra è di fronte ad un’emergenza climatica”. È per questo che gli stessi scienziati stanno cercando sempre più di “uscire” dai laboratori e dedicarsi ad attività di divulgazione e di persuasione nei confronti dell’opinione pubblica.
Che occorra infatti agire, e che occorra farlo subito, è ormai noto. Ma le parole dei firmatari della lettera, tra i quali figurano anche circa 250 italiani, indicano che non possiamo soltanto aspettare le decisioni dei governi: “La crisi climatica è strettamente legata ad un consumo eccessivo legato ad uno stile di vita agiato”. È per questo che “siamo chiamati a modificare le nostre abitudini”. Ad esempio mangiando meno carne, limitando l’uso della plastica, scegliendo sistemi di mobilità sostenibili.
“President Trump’s response has been really unfortunate in terms of the Paris Agreement.”
More than 11,000 scientists from 153 countries have declared a “climate emergency.” Here’s what the authors of the report say should be done to address climate change pic.twitter.com/fcxraL5cPK
— Bloomberg TicToc (@tictoc) November 6, 2019
Certo, alle nostre azioni occorre affiancare anche quelle dipendenti dai decisori politici: “L’estrazione eccessiva di materiali e il sovrasfruttamento degli ecosistemi, imposti dalla crescita economica, devono essere rapidamente ridotti”, prosegue la lettera. Al contrario, “dobbiamo mobilitarci per proteggere e restaurare gli ecosistemi della Terra”. Puntando sulle rinnovabili, riducendo gli agenti inquinanti, salvaguardando le popolazioni con maggiore giustizia sociale ed economica, ottimizzando le risorse alimentari e raggiungendo un’economia a zero emissioni di CO2.
Ad un mese dall’avvio della venticinquesima Conferenza sul clima delle Nazioni Unite – la Cop25 che si terrà a Madrid – la scienza ha deciso dunque di lanciare un appello al mondo intero. “Il nostro – hanno spiegato – è un obbligo morale. Esattamente 40 anni fa, nel 1979, gli scienziati di 50 nazioni si incontrarono per la prima Conferenza mondiale sul clima a Ginevra. E furono d’accordo nel lanciare un allarme, sottolineando come fosse necessario prendere urgentemente delle contromisure. Da allora, richieste simili sono arrivate dopo il summit di Rio del 1992, in occasione della stesura del Protocollo di Kyoto nel 1997, con il raggiungimento dell’Accordo di Parigi nel 2015”.
More than 11,000 researchers from around the world issued a grim warning of the “untold suffering” that will be caused by climate change if humanity doesn’t change its ways https://t.co/1IRuMINExI
— CNN (@CNN) November 6, 2019
Ciò nonostante, “le emissioni di gas ad effetto serra hanno continuato a crescere, aumentando i loro effetti sul clima della Terra”. È per questo che “abbiamo bisogno di un immenso incremento del nostro impegno per conservare la biosfera”. Altrimenti andremo incontro ad “una sofferenza umana senza precedenti”.
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