Da gennaio 2020 l’isola sarà chiusa ai turisti, l’obiettivo è ridurre l’impatto sui grandi rettili minacciati e permettere l’incremento delle loro prede.
Il varano, o drago, di Komodo (Varanus komodoensis) è il più grande sauro vivente, può raggiungere i tre metri di lunghezza e ricorda i giganteschi teropodi che abitavano un tempo il pianeta. Questa specie, secondo recenti ricerche, potrebbe essere l’ultimo rappresentante dei Varanidi giganti che vivevano tra l’Indonesia e l’Australia e che si estinsero alla fine del Pleistocene. Questi enormi rettili, in grado di abbattere un bufalo pesante dieci volte il loro peso, rischiano di scomparire per sempre come il loro antico parente, la Megalania, varano gigante che girovagava nelle lande australiane fino a 40mila anni fa.
Ne sopravvivono infatti in natura meno di 5mila esemplari e la specie è classificata come “vulnerabile” dalla Lista Rossa della Iucn. Le minacce principali sono il traffico illegale (un varano può essere venduto sul mercato nero per circa 30mila euro) e il declino delle loro prede, come cervi, bufali e cinghiali, minacciate dal bracconaggio. Per proteggere i draghi, simbolo dell’isola e patrimonio dell’Indonesia, la nazione asiatica ha deciso chiudere ai turisti, a partire dal prossimo gennaio, l’isola di Komodo.
L’isola verrà chiusa al pubblico nel tentativo di conservare i rari rettili e, nei piani del governo, è anche previsto il trasferimento dei circa duemila abitanti dei villaggi, le autorità stanno discutendo con i leader delle comunità per decidere dove trasferire i residenti. La “chiusura” dell’isola e lo sfratto non sono stati accolti di buon grado dagli abitanti di Komodo. Il turismo generato dai draghi rappresenta infatti da decenni uno dei principali mezzi di sostentamento per gli abitanti dell’isola. Lo scorso anno oltre 175mila turisti hanno visitato il parco nazionale di Komodo, area protetta che si estende per circa 1.700 chilometri quadrati, nominata patrimonio mondiale dell’Unesco nel 1991.
La reazione degli isolani è perfettamente comprensibile, il provvedimento entra in conflitto con le loro attività economiche a breve termine e potrebbe costringerli ad abbandonare, anche se temporaneamente, le loro abitazioni. D’altro canto urge agire per preservare i varani di Komodo e far sì che possano rappresentare una risorsa anche in futuro.
Rischio bracconaggio
Il governo indonesiano spera che la chiusura dell’isola, che potrebbe durare anche solo un anno, consenta di ridurre il bracconaggio, favorendo il ripopolamento dei draghi di Komodo e degli ungulati di cui si nutrono abitualmente. In particolare, con l’aumento dell’afflusso turistico, sono aumentati gli episodi di prelievi illegali di varani, catturati per essere rivenduti illegalmente. La decisione di chiudere Komodo è nata proprio lo scorso marzo, dopo che la polizia della provincia di Giava orientale ha arrestato cinque persone accusate di aver contrabbandato oltre quaranta varani e altri animali protetti. L’Homo sapiens arrivò in Indonesia appena 50mila anni fa, da allora varani e uomini hanno dovuto convivere, non senza difficoltà. Oggi sembra necessario che l’uomo faccia un passo indietro e lasci un po’ in pace queste antiche creature, per far sì che i draghi possano continuare a vivere, non solo nelle favole.
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