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Un gruppo di volontari, seguiti da un avvocato e da una ricercatrice, hanno coinvolto 200 milanesi nel campionamento volontario della qualità dell’aria di Milano, per realizzare quella che è la prima mappa puntuale dei livelli di NO2 nella città. Un progetto di citizen science i cui risultati resi pubblici sono quantomai negativi. Mostrano infatti come
Un gruppo di volontari, seguiti da un avvocato e da una ricercatrice, hanno coinvolto 200 milanesi nel campionamento volontario della qualità dell’aria di Milano, per realizzare quella che è la prima mappa puntuale dei livelli di NO2 nella città. Un progetto di citizen science i cui risultati resi pubblici sono quantomai negativi. Mostrano infatti come gli abitanti dell’area metropolitana di Milano siano esposti quotidianamente a livelli di inquinamento atmosferico da biossido di azoto di gran lunga superiore ai limiti di legge.
Per un mese intero, dall’11 febbraio all’11 marzo 2017, 219 campionatori passivi hanno misurato i livelli di NO2 nell’aria in varie zone della città, da Niguarda a Certosa, passando per via Viale Majno, Via Porpora e Viale Bodio. Il 96 per cento dei campionatori ha misurato concentrazioni di NO2 superiori al limite di 40 µg/m3 prescritto dalla legge. Circa metà dei campionatori, precisamente il 46 per cento, ha invece rilevato, sempre su base mensile, concentrazioni fra i 50 e i 60 µg/m3 mentre quasi un terzo ha registrato valori compresi tra i 60 e gli 80 µg/m3. Il campionamento passivo è una tecnica di monitoraggio in grado di catturare l’inquinante per diffusione molecolare della sostanza attraverso il campionatore e non richiede l’impiego di un dispositivo per l’aspirazione dell’aria. Si tratta dunque di un’alternativa a quelli impiegati dall’Arpa, in virtù della loro praticità, basso costo e possibilità di effettuare un campionamento simultaneo su molti punti diversi, come è stato fatto per la campagna “NO2, NO grazie”.
“L’NO2 è un inquinante gassoso che si forma in tutti i processi di combustione, e in ambiente urbano la principale sorgente è il traffico, in particolare i veicoli diesel”, ha dichiarato Maria Grazia Perrone, vice presidente della Divisione di chimica dell’ambiente e dei Beni Culturali della Società chimica italiana, intervenuta alla conferenza stampa. “Il problema dell’inquinamento atmosferico è complesso, ma negli ultimi anni sono stati finanziati diversi progetti di ricerca per studiarlo e comprenderlo, a Milano e in generale nel Nord Italia, dove la situazione è particolarmente critica. I risultati delle ricerche hanno permesso arrivare ad una buona conoscenza del fenomeno e delle cause, fornendo quindi gli strumenti conoscitivi per poter intraprendere le misure necessarie. In area urbana milanese, gli interventi sul traffico sono tra i più importanti per una soluzione urgente del problema”.
“Il nostro progetto dimostra che l’area metropolitana di Milano è fuori legge e deve cambiare strada. I bambini sono i primi a subire le conseguenze delle concentrazioni di NO2 alle quali è ricollegato un danno allo sviluppo delle funzioni cognitive”, ha dichiarato a LifeGate Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’Aria. “Una generazione ostaggio della mancanza di politiche serie. Abbiamo una lettera che tutti possono scrivere al Sindaco dal nostro sito. Ora spetta ai cittadini mobilitarsi per produrre davvero il cambiamento”. In particolare sono quattro le richieste avanzate dall’associazione: attivare una zone Lez (Low emission zone) che gradualmente, dal 2018 al 2025, vada a ridurre fino ad eliminare la presenza dei veicoli diesel nell’area metropolitana della città di Milano. I dati sono evidenti, ora si attende una risposta dell’amministrazione cittadina del capoluogo lombardo.
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