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È deceduto George Bush senior, presidente degli Stati Uniti dal 1989 al 1993. Ha lanciato la dinastia dei suoi figli nella politica americana.
A 94 anni è morto George H. W. Bush, 41esimo presidente degli Stati Uniti, dal 1989 al 1993, e padre del 43esimo George W. Bush. Conosciuto come Bush senior o come George H.W. Bush proprio per distinguerlo dal primogenito, l’uomo è deceduto venerdì nella sua casa di Houston in Texas dopo che negli ultimi anni aveva avuto vari problemi di salute dovuti al morbo di Parkinson e a difficoltà respiratorie. Bush lascia un buon ricordo fra gli americani e i repubblicani, dato che fatti e personaggi recenti hanno fatto rivalutare la sua presidenza, comunque non priva di macchie.
Happiest of birthdays to Barbara Pierce of Rye, NY. I’m still the luckiest guy in the world. pic.twitter.com/qsUHtyBIez
— George Bush (@GeorgeHWBush) 8 giugno 2017
George Bush senior è morto a soli otto mesi di distanza dal decesso della moglie Barbara, presenza costante nella sua vita e dalla quale ebbe sei figli. Due di questi, il primogenito George Walker e il terzo John Ellis detto Jeb, hanno seguito le orme del padre in politica. Prima di entrare nel partito repubblicano, George Bush fu un pilota della Marina americana e combatté nel Pacifico durante la Seconda Guerra mondiale. Proveniente da una famiglia benestante del Massachusetts, sin dalla giovinezza Bush senior cercò di non far pesare le proprie origini e si fece conoscere come un lavoratore anche nella sfera politica. Grazie al suo impegno locale, fu eletto come deputato in Texas (dove si era trasferito con la moglie Barbara dopo il servizio militare) per due mandati, poi ambasciatore delle Nazioni Unite, direttore della Cia e vicepresidente sotto Ronald Reagan dal 1981 al 1989.
Il suo ingresso alla Casa Bianca concise con la fine della Guerra Fredda e il crollo dell’Unione Sovietica, un periodo difficile che fu superato globalmente senza troppi rischi anche grazie alla sua leadership. Nel 1991 però, l’inizio della Guerra del Golfo in Iraq gli portò molte critiche e diede il via alla lotta quasi personale con Saddam Hussein. Forse a causa di questo, perse le successive elezioni americane del 1992 contro il democratico Bill Clinton. Fu in un certo senso vendicato dal figlio George W. Bush, presidente degli Usa dal 2001 al 2009 e a sua volta tragicamente protagonista in Medio Oriente con la guerra in Afghanistan successiva agli attacchi dell’11 settembre 2001. Bush senior restò comunque attivo in politica anche dopo la presidenza, aiutando i figli nelle loro carriere senza dimenticare il business di famiglia incentrato sul petrolio texano. Molto critico nei confronti del collega di partito Donald Trump, di recente ammise di non aver votato per lui e di reputarlo un pallone gonfiato. “Vengo davanti a voi e assumo la Presidenza in un momento ricco di promesse. Viviamo in un tempo pacifico e prospero, ma possiamo migliorarlo” disse in pieno spirito americano durante il discorso di insediamento alla Casa Bianca.
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