Alle piante medicinali e aromatiche, da cui dipendono i nostri sistemi alimentari, medicinali e culturali, è dedicata la Giornata mondiale della natura selvatica 2026.
La prima mappatura genetica dell’elefante ha evidenziato che in Africa esistono due distinte specie, l’elefante di savana e l’elefante di foresta.
Abbiamo sempre creduto che nel mondo, attualmente, esistessero solo due specie di elefante, l’elefante africano (Loxodonta africana) e l’elefante asiatico (Elephas maximus). E invece le specie esistenti sono tre e il loro albero genealogico è molto più complesso di quanto si pensasse in precedenza.
Lo ha rivelato la prima mappatura del genoma della famiglia Elephantidae, le analisi genetiche hanno infatti evidenziato che in Africa esistono due differenti specie, l’elefante di savana (Loxodonta africana) e l’elefante di foresta (Loxodonta cyclotis), ritenuto in passato una sottospecie. Queste due specie, secondo lo studio condotto dall’università di Harvard, hanno vissuto 500mila anni completamente isolate l’una dall’altra e si sono separate filogeneticamente.
Non si tratta semplicemente di un’impercettibile variazione tassonomica, la scoperta è importante perché aumenta la necessità di proteggere gli elefanti di foresta, la cui sopravvivenza è molto più incerta di quella dei loro cugini della savana. Attribuire un peculiare status alla specie potrebbe consentire di intensificare gli sforzi di conservazione.
Lo studio genetico, che ha confrontato quattordici sequenze genetiche, sei di specie viventi di elefanti e otto di elefanti, mammut e mastodonti estinti, ha inoltre rivelato che l’elefante di foresta è più strettamente imparentato con l’estinto elefante dalle zanne dritte (Palaeoloxodon antiquus) che con l’elefante della savana. I ricercatori hanno anche scoperto che in passato vi erano numerosi incroci tra elefanti, mastodonti e mammut. “Non ci aspettavamo proprio di riscontrare un flusso genico tra mammut e mastodonti e gli antenati degli elefanti moderni, ma i nostri risultati hanno mostrato frequenti incroci”, ha commentato uno degli autori dello studio, il professor David Adelson dell’università di Adelaide.
Alla base dello studio c’è una nuova tecnica di indagine genetica per ricostruire le relazioni evolutive tra le specie elaborata dagli scienziati dell’università australiana di Adelaide. “Il nostro metodo era essenziale per confermare in modo indipendente le precise relazioni evolutive e la corretta ricostruzione dell’albero genealogico – ha spiegato Atma Ivancevic, ricercatore della Scuola di medicina di Adelaide. – La cosa davvero eccitante è che questo metodo sarà applicabile ad altre specie”.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Alle piante medicinali e aromatiche, da cui dipendono i nostri sistemi alimentari, medicinali e culturali, è dedicata la Giornata mondiale della natura selvatica 2026.
In Parlamento è iniziato l’iter per il decreto legislativo che adotterà il regolamento europeo: le associazioni chiedono più finanziamenti per il piano.
Nel 2025 sono oltre 3.800 le tartarughe marine nate nelle spiagge del Salento. La tutela delle spiagge dove nidificano è contesa dai gestori dei lidi.
Oggi, 12 agosto, è la Giornata mondiale degli elefanti. Humane world for animals da oltre 25 anni si impegna nella tutela di uno dei mammiferi più grandi del nostro Pianeta, purtroppo a rischio di estinzione.
Pulizia automatica e smart, anche in case “vissute”: l’ultimo robot aspirapolvere e lavapavimenti è pensato per semplificare la vita quotidiana.
In un’epoca in cui consapevolezze e dati non mancano gli allevamenti intensivi continuano ad aprire, come nel caso del maxiallevamento di galline ovaiole ad Arborio. A spese di ambiente, persone e animali.
L’obiettivo è vietare il commercio interno di parti di pangolino, il mammifero selvatico più trafficato al mondo.
Humane World for Animals non è solo un nome, ma un’intera comunità proiettata verso un futuro in cui non esista più l’insensata divisione fra animali da amare e animali da sfruttare.
Approvata la legge che aumenta il contrasto ai reati sugli animali, ma che soprattutto cambia la prospettiva culturale. Anche se manca ancora qualcosa.


