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Dal primo gennaio in California gli animali nei negozi devono provenire esclusivamente da rifugi e organizzazioni no profit.
Il fatto che si dica adottare e non comprare un cane è un dettaglio importante di cui purtroppo negli ultimi tempi si è persa nozione. Capita spesso, infatti, che chi desidera accogliere in casa propria un animale da compagnia decida di acquistarlo, così da scegliere razza, colore e dimensioni preferite. Una pratica che sarebbe meglio relegare solo ad oggetti e prodotti: così la pensa anche il governo californiano il quale ha varato una legge che permette esclusivamente la compravendita di cani e gatti provenienti da canili, gattili e organizzazioni no profit.
Leggi anche: Stati Uniti, approvate nuove leggi sui diritti degli animali
Grazie al decreto Pet rescue and adoption act, firmato dal governatore Jerry Brown nell’ottobre del 2017 ed entrato in vigore a partire dall’1 gennaio 2019, i negozi che in California vorranno vendere o mettere a disposizione per l’adozione un cane, un gatto o un coniglio dovranno proporre solo animali provenienti da centri di recupero. Chi ancora vorrà acquistare esemplari con un pedigree specifico, potrà rivolgersi soltanto ad allevatori privati.
Un sollievo per i californiani: nell’ultimo anno i politici hanno speso 250 milioni di dollari in sterilizzazioni e soppressioni di randagi, soldi sborsati dai cittadini con le tasse statali. Con il nuovo metodo si spera che diminuisca il numero di animali abbandonati – ancora troppo alto, anche in Italia. La notizia è stata accolta positivamente da molte organizzazioni per i diritti animali, dato che si tratta di un doveroso passo avanti per garantirne il rispetto e per provare a bloccare la compravendita di cuccioli.
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— NYC Feral Cat Initiative (@NYCFCI) January 9, 2019
Ora i negozi californiani che vendono animali dovranno per legge dimostrare la provenienza e l’origine del singolo esemplare, pena una multa di 500 dollari. Lo stato di Los Angeles è il primo a varare una legge simile negli Stati Uniti e la speranza è che in futuro altre nazioni seguano lo stesso esempio. Troppo spesso appaiono sui giornali notizie sull’arresto di allevatori senza scrupoli pronti a vendere cuccioli di cane senza controlli preventivi o addirittura già malati. Purtroppo l’esistenza della tratta va di pari passo con la richiesta per questo tipo di scambi, ma per fortuna ora leggi come quella californiana metteranno un limite al traffico di animali innocenti. La notizia fa felice anche i centri di recupero che si occupano di randagi, che ancora affollano molte parti del mondo.
Un esempio virtuoso arriva da New York, come riporta un articolo del quotidiano New York Times. Un’associazione che si occupa di gatti randagi sta aiutando a risolvere il tragico problema della città americana con i topi. La Feral cat initiative, infatti, si prende cura dei felini senza padrone della città e dopo averli sterilizzati li rimette in libertà nelle zone con più roditori, affidandoli a dei cittadini che non sono costretti a tenerli in casa. “Anche se non c’è garanzia che i roditori spariranno, spesso capita proprio questo: il gatto trova una casa e l’azienda o il proprietario risolvono il problema dei topi”, ha dichiarato un portavoce dell’iniziativa. Grazie a progetti come questi e alla scelta della California, gli Stati Uniti stanno facendo da apripista per leggi più comprensive nei confronti degli animali.
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