La data di produzione conta, le gomme migliori vanno sempre davanti, gonfiare meno aumenta il comfort: sono convinzioni diffuse. Ma tutte sbagliate. Ecco cosa dicono gli esperti.
La rivoluzione è già cominciata, almeno nel Regno Unito. Ed entro il 2020 saranno più le colonnine di ricarica per auto elettriche che i distributori di benzina. E a confermalo sono i numeri, non qualche previsione del settore. Secondo i dati rilasciati da Go Ultra Low, nei primi sei mesi del 2016 le
La rivoluzione è già cominciata, almeno nel Regno Unito. Ed entro il 2020 saranno più le colonnine di ricarica per auto elettriche che i distributori di benzina. E a confermalo sono i numeri, non qualche previsione del settore.
Secondo i dati rilasciati da Go Ultra Low, nei primi sei mesi del 2016 le immatricolazioni di nuove auto elettriche sono cresciute del 31,8 per cento rispetto allo stesso periodo del 2015, registrando 19.252 nuove immatricolazioni. In pratica 10 nuove auto elettriche al giorno.
More than 2,000 PiCG eligible cars sold in July – up 39% vs LY. See more at our stats page – https://t.co/uiVEr7C2EM pic.twitter.com/XbvkE0Uakh
— Next Green Car (@nextgreencar) 4 agosto 2016
Viene poi il confronto tra pompe di benzina e colonnine elettriche: nel giro di 40 anni ha chiuso il 75 per cento dei distributori, mentre i punti di ricarica son cresciuti a più di 4100 unità. Secondo un calcolo effettuato da Nissan, entro il 2020 cresceranno a 8201 unità, superando di fatto i distributori di carburante (che invece registreranno un calo fino a 7826 stazioni).
“Siamo convinti che siamo già al punto di svolta per la diffusione su grande scala dei veicoli elettrici”, commenta in una nota Edward Jones, direttore della divisione elettrica di Nissan. “Con il decollo delle vendite dei veicoli elettrici, aumentano di pari passo le infrastrutture di ricarica”.
Complici gli investimenti del Governo inglese sulla mobilità elettrica, oggi ogni automobilista che possiede un’auto elettrica ha a disposizione una colonnina di ricarica ogni 32 chilometri, su tutta la rete autostradale inglese. Più del 90 per cento di questi sono a ricarica rapida.
“Sono lieto di vedere un così gran numero di automobilisti scegliere i benefici di veicoli più puliti, più verde, e anche più economici da gestire”, ha detto in una dichiarazione ufficiale John Hayes, ministro dei Trasporti inglese. “Il settore a basse emissioni ha creato più di 18.000 posti di lavoro nel Regno Unito ed è un pilastro fondamentale nel nostro cammino per un’economia a basso tenore di carbonio, ad alta tecnologia e ad alta capacità. Vogliamo fare del Regno Unito un leader mondiale nella diffusione di veicoli elettrici, per garantire che entro il 2050 ogni auto e van sulle nostre strade sia un veicolo a zero emissioni”.
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