Plogging, l’attività che unisce lo sport al rapporto con la natura torna a Genova

Nato nel 2015 da un runner svedese il plogging è una corsa che unisce il movimento alla raccolta dei rifiuti. A Genova si è svolta la terza edizione del campionato mondiale.

“Ogni volta che gli atleti e le atlete piegheranno le gambe, potranno pensare che quella fatica avrà contribuito a salvare un pesce, un uccello, una tartaruga” così Roberto Cavallo, fondatore dell’iniziativa Wolrd plogging championship, atleta e direttore di gara, durante la cerimonia di apertura della terza edizione del Campionato mondiale di Plogging, tenuto il 29-30 settembre e il 1 ottobre a Genova.

Per contrastare il fenomeno del littering, l’abbandono dei rifiuti, si è sviluppata negli ultimi anni un’incredibile pratica sportiva, che prevede di raccogliere rifiuti mentre si fa jogging nei parchi cittadini o nei boschi. Un’attività salutare, che permette di mantenersi in forma e allo stesso tempo di prendersi cura concretamente dei luoghi in cui viviamo.

Nel cuore di Genova, tra i suoi caruggi storici, il suo porto antico multietnico e i suoi spettacolari monti imponenti, quasi cento atleti provenienti da ben 16 Paesi del mondo si sono sfidati all’insegna della sostenibilità. La gara ha visto la vittoria della Spagna, che ha applaudito, sul gradino più alto del podio, Manuel Jesùs Ortega. Elena Canuto, campionessa della prima edizione del Campionato mondiale, ha riconquistato il titolo anche per il 2023.

La manifestazione si è aperta venerdì 29 settembre, al centro sportivo Ceravolo-Lagaccio, con la Plogging Child, con l’obiettivo di sensibilizzare fin da subito i giovanissimi e i ragazzi delle scuole a comportamenti più attenti e meno inquinanti. Si è conclusa poi domenica 1 ottobre con lo urban plogging tra le vie del centro storico di Genova. L’appuntamento è per settembre 2024 a Gandino, Bergamo, e poi a novembre nuovamente a Genova per la prima edizione del Campionato mondiale di plogging a squadre.

 

“La mia idea è nata tanti anni fa. L’allora commissario europeo all’ambiente, Janez Potocnik, decise di lanciare la Giornata europea contro l’abbandono dei rifiuti (European cleanup day) che oggi si festeggia il 10 maggio. Pochi giorni dopo incontrai un mio caro amico che era solito correre in montagna, l’estate precedente aveva corso da Aosta a Ventimiglia, per circa otto giorni, insomma mi è venuta così la voglia di creare qualcosa di utile, che facesse coincidere l’amore per l’ambiente con quello per lo sport” racconta Roberto Cavallo.

Il Plogging nasce nel 2015, dal runner svedese Erik Ahlstrom, che coniò il termine unendo il verbo svedese “plocka upp”, raccogliere, con la parola jogging. Anche in Italia erano nate esperienze di questo genere, prima tra tutte il Keep Clean and Run proprio di Roberto Cavallo, che da anni attraversa l’Italia con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione all’attenzione e alla cura dell’ambiente.

“Siamo abituati a indignarci per grandi discariche, ma non ci rendiamo conto che le nostre città sono ricoperte dai rifiuti. E bisogna capire che quei rifiuti finiscono in mare, circa il 75 per cento delle plastiche negli oceani sono rifiuti che arrivano da lontano. Le piogge, il vento, gli eventi atmosferici trascinano i rifiuti verso il mare. E in mare i rifiuti si deteriorano, diventano microplastiche, entrano nel circuito alimentare, soffocano cetacei, tartarughe ecc. Molti animali muoiono non solo per soffocamento, ma perché hanno lo stomaco pieno di plastica, pensano di non aver fame e muoiono di inedia”, racconta Cavallo, che aggiunge: “togliere i rifiuti dall’ambiente fa bene per molti motivi, il nostro gesto è semplice, si trova un rifiuto per terra, si raccoglie e si avvia alla raccolta differenziata, una cosa che si può fare nel nostro quotidiano!”.

atleta durante una competizione di plogging
La tutela dell’ambiente e la promozione dell’attività fisica rappresentano un binomio perfetto © Roberto Cavallo

Il valore sociale e ambientale di questa manifestazione viene ben dimostrata dall’impatto concreto che ha permesso di generare: sono stati raccolti circa tremila chili di rifiuti abbandonati, di cui oltre duemila chili (il 71 per cento del totale) sono stati differenziati e avviati al riciclo. Sono quasi sei milioni di grammi di CO2 non emessa in atmosfera grazie alla corretta separazione e avvio al riciclo dei rifiuti raccolti, in pratica le emissioni equivalenti di circa 60mila chilometri percorsi da un’auto o di cinquanta voli aerei Milano-Roma.

Durante la cerimonia di premiazione sono state svelate le classifiche finali della competizione e sono stati assegnati alcuni premi e menzioni speciali.

I punteggi individuali sono stati calcolati sulla base di tre diversi parametri:

  • la distanza percorsa;
  • il dislivello positivo;
  • la qualità e la quantità dei rifiuti raccolti, trasformati in CO2 equivalente non emessa in atmosfera.
plogging la raccolta dei rifiuti
Piccoli gesti che possono aiutare il nostro Pianeta © Roberto Cavallo

Le persone non si rendono davvero conto di quanti rifiuti ci siano intorno a noi! Ogni lattina abbandonata, ad esempio, corrisponde a circa 160 grammi di CO2 immensa nell’ambiente. Un viaggio aereo produce 280 gr di CO2 per passeggero. Raccogliere quindi due lattine, che verranno correttamente smaltite, corrisponde quindi a eliminare la stessa quantità di CO2 di un viaggio aereo!

Roberto Cavallo

Alla cerimonia di premiazione ha presenziato anche Domenico Repetto, direttore della comunicazione istituzionale del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, che ha sottolineato come “la tutela dell’ambiente e la promozione dell’attività fisica rappresentino un binomio di estrema rilevanza nel perseguimento degli obiettivi della transizione ecologica e per l’affermazione dei processi di economia circolare”.

Ventinove i chilometri percorsi e 1.200 metri di dislivello positivo, con tre sacchi e altrettanti rifiuti speciali portati al traguardo, il tutto condito dalle meraviglie naturalistiche e gli scorci a picco sul mare della Superba.

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