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La data di produzione conta, le gomme migliori vanno sempre davanti, gonfiare meno aumenta il comfort: sono convinzioni diffuse. Ma tutte sbagliate. Ecco cosa dicono gli esperti.
Ogni volta che saliamo in auto, di qualunque età, marchio o valore, abbiamo quattro punti di contatto con l’asfalto dal quale dipende la nostra sicurezza. Quattro “anelli” di gomma, per molti solo una spesa da aggiungere ai costi già alti di gestione dell’auto, dai quali però dipendono frenata, tenuta di strada, consumi e, soprattutto, sicurezza. Eppure, sui pneumatici circolano credenze sbagliate quanto resistenti, alimentate da venditori improvvisati, forum online e buon senso che, almeno in questo caso, buono non è quasi mai. Spieghiamo meglio.
Grazie all’iniziativa “Pneumatici sotto controllo” con Assogomma, l’associazione di categoria che rappresenta l’industria italiana della trasformazione della gomma, abbiamo provato a fare chiarezza nel modo più diretto possibile: guidando un’auto in pista, una condizione dove è possibile, in tutta sicurezza, simulare situazioni di potenziale pericolo che potrebbero verificarsi in un qualunque viaggio in auto. Il risultato? Quattro falsi miti smontati, uno dopo l’altro.
Qualche portale di vendita online le chiama proprio così: “gomme fresche”. L’idea è semplice, un pneumatico appena uscito dalla fabbrica sarebbe più prestazionale di uno prodotto in una data meno recente. Peccato che non sia vero. I pneumatici, infatti, non hanno una data di scadenza né la stessa può essere correlata alla data di fabbricazione.
La prova? I test hanno confrontato pneumatici della stessa misura e specifiche ma con date di produzione diverse (alcuni prodotti di qualche mese, altri conservati correttamente per oltre tre anni, su frenate ad asciutto e su bagnato. Le differenze nelle distanze di arresto? Nell’ordine di pochi centimetri, a volte a favore dei pneumatici più vecchi. Differenze sostanzialmente irrilevanti.
La data di fabbricazione impressa su ogni pneumatico serve al produttore per la tracciabilità lungo la catena distributiva, utile in caso di richiami per difettosità, per esempio, ma non come indicatore di “freschezza”, e ancor meno di maggior efficienza o sicurezza. I pneumatici non hanno una data di scadenza. Ciò che conta è come vengono conservati.
Questo è forse il più pericoloso dei falsi miti. L’istinto dice: le ruote anteriori sterzano, frenano di più, quindi, meritano le gomme in condizioni migliori. La fisica e gli esperti dicono però il contrario. E la prova in pista ha evidenziato bene il “fenomeno”: la stessa vettura percorrere una curva a media velocità in due configurazioni: battistrada nuovo davanti e usurato dietro, e viceversa. Con le gomme migliori al posteriore, la macchina supera la prova senza difficoltà. Con le gomme usurate al retrotreno, va in sovrasterzo, situazione (pericolosa e difficile da controllare per un guidatore medio) nella quale le ruote posteriori perdono aderenza e la vettura tende a girare su sé stessa. Una situazione che, su strada bagnata e ad alta velocità, può compromettere seriamente la sicurezza.
Il motivo è fisico: se il retrotreno perde aderenza, il guidatore ha pochissimo tempo e spazio per correggere e la manovra è tutt’altro che istintiva (per questo i corsi di guida sicura sono uno strumento prezioso per migliorare la sicurezza stradale). Se invece perde aderenza l’anteriore, l’auto tende “semplicemente” ad andare dritto, un comportamento più facile da gestire, frenando o rilasciando l’acceleratore. La lezione? Se sulla vostra auto dovete scegliere (magari perché per ragioni di budget preferite cambiare solo due pneumatici per volta), le gomme in condizioni migliori vanno sempre montate sulle ruote posteriori, a prescindere che la vostra auto sia a trazione anteriore o posteriore, senza eccezioni.
La pressione di gonfiaggio è forse l’aspetto più trascurato nella manutenzione dell’auto. Molti automobilisti non la controllano da mesi, o credono che una pressione leggermente inferiore al valore consigliato renda addirittura la guida più morbida, confortevole. L’evoluzione aiuta e sui modelli di auto recenti ci sono sistemi elettronici che accendendo una spia sul cruscotto, avvisano se la pressione dei pneumatici non è corretta. Secondo gli esperti però darebbero una falsa (o parziale) sicurezza, perché interverrebbero solo in caso di significative perdite di pressione, mentre non segnalerebbero variazioni più lievi, che invece…
Vi siete mai chiesti cosa succede se un pneumatico ha una pressione di gonfiaggio inferiore anche solo di 0,5 bar (per darvi un’idea il valore corretto si assesta tra i 2.0 e i 3.0 bar con lievi variazioni per le gomme estive o invernali, la pressione corretta la trovate sul libretto di uso e manutenzione della vostra auto)? I test effettuati hanno dimostrato che i consumi di carburante aumentano tra il 12 e il 15 per cento, con effetti sul costo del carburante e l’aumento delle emissioni. Senza contare che i pneumatici non gonfiati correttamente si usurano in modo anomalo e più rapidamente. La soluzione? Controllare la pressione una volta al mese e “a freddo”, ossia prima di mettersi in viaggio.
Non sempre. Spieghiamo meglio. Il limite legale di profondità del battistrada è fissato a 1,6 millimetri. Ma già a 3 millimetri, su fondo bagnato, le prestazioni di frenata calano in modo significativo. Il punto è che a occhio nudo, con una semplice occhiata passando accanto alla ruota come faremmo in molti (sottovalutando la questione…), è quasi impossibile valutare con precisione lo stato reale del battistrada. Servono un misuratore dedicato o gli indicatori di usura presenti sul pneumatico stesso (Twi, Tread wear indicator, sono piccoli rilievi in gomma posizionati nelle scanalature del battistrada e forniscono un riferimento visivo immediato per valutare il livello di usura del pneumatico).
Anche se sostituire le gomme prima che raggiungano il limite legale di usura del battistrada potrebbe sembrare una buona idea, si tratta di una scelta costosa che può avere un impatto negativo sull’ambiente, spesso non necessaria se non ci sono altri motivi come un danneggiamento. Tuttavia, quando i pneumatici raggiungono lo spessore di 1,6 millimetri è importante sostituirli quanto prima, sia per viaggiare in sicurezza, sia per rispettare la legge ed evitare sanzioni.
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