La ong Pan Europe denuncia la presenza di più residui di pesticidi sull’85 per cento delle mele convenzionali europee analizzate.
E’ tempo di controllare con cura il prato per stimolarne la crescita in prossimità della primavera. A lungo andare, con il continuo calpestio e le numerose annaffiature, il tappeto erboso tende a compattarsi. In queste condizioni, si riduce la quantità di aria disponibile per le radici e anche l’acqua ha difficoltà a penetrare negli strati
E’ tempo di controllare con cura il prato per stimolarne la
crescita in prossimità della primavera. A lungo andare, con
il continuo calpestio e le numerose annaffiature, il tappeto erboso
tende a compattarsi. In queste condizioni, si riduce la
quantità di aria disponibile per le radici e anche l’acqua
ha difficoltà a penetrare negli strati superficiali del
terreno, privando le piante del loro nutrimento e il prato
deperisce progressivamente.
Se si notano ristagni d’acqua è segno che bisogna
intervenire per migliorare il drenaggio, forando lo strato
superficiale di terreno con un foraterra o con una robusta forca.
In alternativa si posso effettuare con una vanga, tagli verticali
da 1 a 5 cm per migliorare gli scambi idrici e gassosi.
Gli interventi meccanici sul tappeto erboso, hanno un duplice
effetto: da una parte rimuovono lo strato di depositi organici
(feltro) e dall’altro tagliando gli steli laterali delle piantine,
stimolano lo sviluppo di nuovi germogli e nuove radici.
Sempre per aumentare l’arieggiamento del prato è
consigliabile eliminare le foglie e i detriti accumulatosi durante
i mesi invernali, magari aiutandosi con un rastrello a denti
appuntiti, in modo da estirpare anche il muschio formatesi nelle
zone più umide. Per consentire un recupero veloce dell’erba,
è anche utile distribuire un miscuglio di sabbia (80%) e
torba (20%) in ragione di circa 2 mc ogni 1 000 mq.
Tra la fine di febbraio e i primi giorni di marzo si può
effettuare anche una concimazione organica per sostenere la ripresa
primaverile.
Mimmo Tringale
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