L’affluenza ha sfiorato il 60 per cento, e la maggioranza degli italiani boccia la riforma: il No è intorno al 53,7 percento.
Paolo Gentiloni, incaricato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha ultimato le consultazioni alla Camera dei deputati per verificare l’esistenza di una maggioranza per formare un nuovo governo. Gli incontri tra l’ormai uscente ministro degli Esteri e le delegazioni dei partiti sono in corso. Nel pomeriggio farà ritorno al Quirinale per esporre le proprie conclusioni
Paolo Gentiloni, incaricato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha ultimato le consultazioni alla Camera dei deputati per verificare l’esistenza di una maggioranza per formare un nuovo governo. Gli incontri tra l’ormai uscente ministro degli Esteri e le delegazioni dei partiti sono in corso. Nel pomeriggio farà ritorno al Quirinale per esporre le proprie conclusioni al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Domenica 11 dicembre Sergio Mattarella aveva deciso: esaurito il giro di consultazioni con partiti e principali cariche istituzionali, la scelta di affidare la formazione di un nuovo governo era ricaduta su Paolo Gentiloni, attuale ministro degli Esteri del governo Renzi. Gentiloni era stato convocato ufficialmente al Quirinale per ricevere l’incarico, rimasto vacante dopo le dimissioni di Matteo Renzi in seguito alla vittoria del No al referendum costituzionale.
Sabato Mattarella aveva terminato le consultazioni al Quirinale, ed era apparso chiaro che il capo dello Stato si fosse costruito la convinzione che l’Italia non potesse permettersi di andare subito alle elezioni, come invece volevano alcune delle forze di opposizione: non prima almeno di aver messo mano alle leggi elettorali per la Camera e per il Senato. “Il nostro Paese ha bisogno, in tempi brevi, di un governo nella pienezza delle sue funzioni – aveva detto – vi sono di fronte a noi adempimenti, impegni e scadenze che vanno affrontati e rispettati. Si tratta di adempimenti, impegni e scadenze di carattere interno, europeo e internazionale”. E poi appunto sulla legge elettorale: “In questi incontri è emersa, come prioritaria, un’esigenza generale di armonizzazione delle due leggi per l’elezione della Camera e del Senato, condizione questa indispensabile per procedere allo svolgimento di elezioni”. Per ora infatti per la Camera si deve aspettare la sentenza della Corte costituzionale sulla costituzionalità, prevista per il 24 gennaio, mentre per il Senato una legge andrebbe creata ex novo. Tweet riguardo #Gentiloni
Uno dei compiti che spetteranno nel frattempo al premier Gentiloni sarà però, come ha sottolineato lo stesso Mattarella, “quello che riguarda il sostegno ai nostri concittadini colpiti dal terremoto e l’avvio della ricostruzione dei loro paesi”.
Gentiloni ha accettato l’incarico con riserva: questo vuol dire che ora tocca a lui iniziare le consultazioni per verificare l’esistenza della possibilità di formare una maggioranza. “Cercherò di svolgere il compito con dignità e responsabilità per accompagnare e facilitare il lavoro parlamentare nel definire le nuove regole elettorali. Riferirò al più presto al capo dello Stato” ha detto Gentiloni. Ma il compito di trovare una maggioranza molto diversa da quella del governo Renzi sarà difficile: già due gruppi dell’opposizione, Movimento 5 Stelle e Lega Nord, hanno fatto sapere che non si presenteranno alle consultazioni.
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