Premio bilancio sociale, vince Florim. Ecco perché

Con la vittoria di Florim, si è conclusa, all’Ambrosianeum di Milano, la IV edizione del premio Biblioteca bilancio sociale 2017. Ma quali sono state le motivazioni di questa scelta?

Tra le grandi aziende in gara, ha vinto Florim, leader nella produzione di gres porcellanato. È così che si è conclusa la quarta edizione del premio Biblioteca bilancio sociale (BBS), nato per valorizzare le realtà imprenditoriali – sempre più numerose – che si distinguono nell’ambito della sostenibilità attraverso la rendicontazione. Anno dopo anno sono sempre di più le imprese che ambiscono a questo prestigioso riconoscimento, consegnato lo scorso 27 novembre alla Fondazione Ambrosianeum di Milano alla presenza di imprenditori esperti di sostenibilità ed esponenti del mondo politico.

Seconde a pari merito, dietro a Florim, si sono piazzate Whirlpool e Cir food, terza Procter & Gamble, mentre prima, tra le piccole imprese (con meno di 500 dipendenti) Gruppo Acque. Le quattro menzioni speciali, scelte per valorizzare alcune macro aree della Rsi, sono andate invece a Ferragamo (Identità e visione); Banca Mediolanum (Impegno sociale); Prysmian (Stakeholder) e Piaggio (Ambiente).

Florim: vincono l’autosufficienza energetica e il sostegno a giovani, cultura e territorio

La prima classificata Florim, si è distinta per una politica di quasi totale autosufficienza sul fabbisogno energetico. “Le attenzioni e gli investimenti in ambito ambientale ed energetico spaziano dai grandi impianti, come i forni industriali di ultima generazione a basso impatto energetico, i 16.000 metri quadri di pannelli fotovoltaici e i due potenti impianti di cogenerazione, fino ai programmi di sensibilizzazione e formazione dei dipendenti”, afferma Claudio Lucchese, Presidente Florim. “I risultati sono notevoli, oggi siamo in grado di autoprodurre il 75 per cento del fabbisogno energetico (equivalente al consumo medio di 37.000 utenze domestiche) e di risparmiare emissioni di CO2 per oltre 1.400 tonnellate all’anno”.

“La visione sostenibile dell’azienda non si ferma però alla tutela ambientale, ma si estende al sostegno dei giovani, del territorio, dell’arte e della cultura” continua Lucchese. “Negli ultimi anni sono stati sviluppati progetti importanti, come il Master in Florim rivolto ai giovani neolaureati e neodiplomati e la Fondazione Ing. Giovanni Lucchese che eroga fondi a favore di famiglie bisognose del territorio. La collaborazione con grandi e importanti strutture sanitarie locali, come l’Ospedale di Sassuolo e l’Ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, ha portato inoltre alla realizzazione del modello ‘salute&formazione’ (riconosciuto dall’American Heart Association) che coniuga la cultura industriale con quella sanitaria. Si tratta di uno spazio di oltre 600 mq. all’interno dell’azienda che, oltre ad ospitare corsi di formazione e incontri sui corretti stili di vita, accoglie un centro di simulazione medica avanzata nel quale opera il personale medico e paramedico delle due strutture ospedaliere. Da diversi anni Florim è anche partner di Intrapresae Collezione Guggenheim di Venezia per il sostegno di un patrimonio artistico di straordinaria bellezza e, attraverso il brand CEDIT – Ceramiche d’Italia, ricerca e valorizza giovani talenti del mondo del design italiano”.

Whirlpool: con Momenti da non sprecare promuove un rapporto più maturo col cibo

Tra le due seconde classificate, Whirlpool ha puntato sulla lotta allo spreco alimentare.”Come produttore leader mondiale di elettrodomestici, siamo consapevoli della nostra responsabilità nel promuovere un approccio responsabile,” afferma Alessandro Magnoni, senior director communications and government relations di Whirlpool EMEA. “La famiglia riveste un ruolo centrale nella lotta allo spreco alimentare e da questa considerazione discende la nostra scelta di contribuire, attraverso il Progetto educativo Momenti da non sprecare, ad un rapporto più maturo e responsabile con il cibo a partire dalla scuola e dai bambini, cittadini di domani e già oggi portatori di comportamenti virtuosi in casa.”

“L’impegno di Whirlpool è adottare strategie d’impresa sostenibili che si traducono in soluzioni tecnologiche in grado di diminuire l’impatto ambientale e sociale dei propri prodotti, attraverso l’utilizzo di energie rinnovabili, riduzione delle risorse impiegate nei processi, riciclo e recupero dei materiali al termine del ciclo di vita”, continua Magnoni. “In tema di lotta allo spreco alimentare siamo in prima linea anche attraverso lo sviluppo di tecnologie che supportano la conservazione, la preparazione e il consumo alimentare in modo efficiente e responsabile, ad esempio attraverso la connettività ​che​ favorisce una migliore comunicazione tra consumatori ed elettrodomestici”.

CIR food, una supply chain sostenibile

Il merito di CIR food, azienda leader per la ristorazione collettiva in Italia, con 12000 dipendenti e che fornisce oltre 85 milioni di pasto all’anno, è stato invece quello di rendere più sostenibile la catena di fornitura dei pasti. “L’azienda si è impegnata nella centralizzazione dei volumi su piattaforme distributive, che possano garantire una filiera produttiva caratterizzata da un numero limitato e circoscritto di intermediazioni commerciali (realizzando di fatto una filiera corta)” afferma Maria Elena Manzini, responsabile Area Sociale CIR food. “In quest’ottica abbiamo deciso di utilizzare la piattaforma Quanta Stock and Go, totalmente dedicata alla logistica delle materie prime acquistate e certificata EPD, documento per comunicare la prestazione ambientale di prodotti e servizi. Per quanto riguarda le materie prime CIR food predilige l’acquisto di pasta e carni bovine 100% italiani (oltre 60%), carni avicole e uova da allevamento a terra e sceglie di non acquistare alimenti derivati o prodotti OGM e di non utilizzare olio di palma come ingrediente in nessuna delle sue preparazioni”.

“Siamo pienamente consapevoli che il settore in cui operiamo implica una grande responsabilità sociale”, continua Manzini. “Per questa ragione e per il carattere intergenerazionale che ci deriva dall’essere cooperativa, la sostenibilità in CIR food rappresenta non solo un approccio, ma un valore fondante. Lo scopo è quello di offrire servizi di ristorazione di qualità, che si basano su un’idea di cibo accessibile e sincero e che creino nuove opportunità di lavoro. Quindi una sostenibilità che non sia solo ambientale, ma anche sociale, culturale ed economica. Per questo ogni anno gli utili vengono reinvestiti in attività in grado di generare occupazione e crescita a beneficio dei dipendenti, dei clienti, utenti e di tutte le comunità dei territori in cui operiamo, nel rispetto dell’ambiente che ci circonda”.

Cosa è emerso dalla serata

Durante la serata il concetto di sostenibilità nelle imprese è stato affrontato in tanti suoi aspetti dai diversi relatori. Tra i diversi interventi, si ricordano quello di Mirta Barbeschi, fondatrice di BBS, che ha proposto un viaggio nel tempo, citando gli esempi Leumann e Crespi d’Adda in cui gli imprenditori illuminati si sono sostituiti ad un apparato pubblico carente sradicando il disagio, instaurando benessere sociale; di Enea Roveda, CEO di LifeGate, presentando l’ultimo Osservatorio nazionale sugli stili di vita sostenibili, ha ribadito l’importanza, per i consumatori di una comunicazione trasparente e attendibile sui prodotti; di Francesca Fiore, di Consob, che ha ricordato come il processo di verifica dei bilanci possa generare opportunità anche per gli azionisti; ed infine di Ermete Realacci, che nel suo intervento di chiusura ha affermato: “Essere buoni conviene. Il tema della coesione sociale, del rapporto con comunità e territori, infatti, è sempre più anche un fattore produttivo e competitivo. Tanto più per le imprese che puntano sulla qualità e per un Paese come l’Italia la cui missione è produrre all’ombra dei campanili cose che piacciono al mondo”.

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