Uno studio norvegese ha calcolato l’impatto delle emissioni prodotte dai consumi delle famiglie europee, dai trasporti al cibo. Il dettaglio delle regioni ha lo scopo di rendere più facili e immediati gli interventi delle amministrazioni locali.
Il Parlamento europeo ha approvato la normativa per rendere meno inquinanti le nuove autovetture a partire dal 2020, con emissioni di CO2 ridotte del 27% rispetto al 2015.
Lo scorso ottobre l’Agenzia europea per l’ambiente aveva pubblicato il rapporto sulla qualità dell’aria in Europa, con risultati poco confortanti. Quasi il 90 per cento degli abitanti delle città del Vecchio continente è esposto a un livello di inquinamento dell’aria considerato dannoso dall’Organizzazione mondiale della sanità.
Quattro mesi dopo arriva una buona notizia, un primo passo per rendere le città più vivibili. Il parlamento europeo ha approvato una riforma destinata alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica per le nuove autovetture.
Dal 1 gennaio 2020 le nuove automobili vendute nell’Unione europea dovranno emettere un massimo di 95 grammi di CO2 per chilometro, invece dei 130 g/km del 2015. In caso di effrazione a pagare saranno i costruttori.
L’obiettivo, inizialmente fissato per il 2020 e frutto di numerose discussioni, sarà raggiunto gradualmente. Tra gli stati più reticenti ad accettare la direttiva c’è la Germania, la cui potente industria automobilistica potrebbe risentire dei nuovi limiti.
La riforma prevede una fase di adattamento, limitata ad un solo anno, il 2020, contro i quattro chiesti da Berlino, e un sistema di “supercrediti“. Si tratta di un sistema di incentivi che permette ai produttori di compensare la produzione di vetture inquinanti con quelle più sostenibili e potrebbe essere permesso tra il 2020 e il 2022, ma con un tetto di 7,5 g/km. L’attuale aggiornamento dovrà essere approvato dal Consiglio dei Ministri per entrare in vigore.
«Questo voto significa che l’Europa continuerà a essere all’avanguardia nella riduzione delle emissioni di CO2 delle automobili – ha dichiarato uno dei relatori, Thomas Ulmer – con il target di 95 grammi che rappresenta un risparmio di 15 milioni di tonnellate di CO2 all’anno».
I membri del partito del Partito Verde europeo si sono però dichiarati insoddisfatti e hanno votato contro la proposta di legge. Rebecca Harms, co-presidente dei Verdi, ha detto che l’indebolimento dei limiti previsti per il 2020 è stato «un contentino vergognoso per le case automobilistiche tedesche e rallenterà lo sviluppo delle nuove tecnologie per rendere le auto meno inquinanti».
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