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La ong Canopy ha pubblicato una nuova versione del suo Hot button report, una classifica degli undici produttori di viscosa e rayon che rappresentano il 70% della produzione globale.
Canopy, ong canadese che si occupa di conservazione delle foreste, della biodiversità e del clima, sviluppando soluzioni affinché le aziende possano ridurre il proprio impatto ambientale, ha pubblicato una versione aggiornata ed estesa del suo Hot button report, pubblicato per la prima volta nell’ottobre 2016. Il rapporto fa parte dell’iniziativa CanopyStyle, nata con l’obiettivo di eliminare l’uso di foreste primarie nella produzione di tessuti come rayon e viscosa entro la fine del 2017, e valuta i progressi fatti nell’ambito della lotta alla deforestazione da parte degli undici produttori di viscosa e rayon che rappresentano il 70 per cento della produzione globale.
Il rapporto rappresenta un prezioso strumento, il primo di questo genere, per le imprese che sono così in grado di valutare l’impatto ambientale dei propri fornitori. I marchi di moda possono dunque puntare su catene di approvvigionamento più sostenibili e possono eliminare dalle proprie produzioni fibre vegetali provenienti da foreste minacciate.
L’impatto del settore dell’abbigliamento sulle foreste è davvero elevato e, secondo Canopy, è responsabile dell’abbattimento di cento milioni di alberi all’anno e la crescente domanda di fibre vegetali rischia di devastare alcune delle più antiche foreste del mondo. Nicole Rycroft, fondatrice e direttrice esecutiva di Canopy, è però fiduciosa circa gli effetti positivi della campagna CanopyStyle. “Negli ultimi quattro anni abbiamo registrato notevoli progressi e un incremento dei partner di CanopyStyle”, ha dichiarato.
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La versione aggiornata dell’Hot button report include cinque nuovi criteri che valutano l’innovazione della catena di approvvigionamento ed evidenzia i marchi che si sono contraddistinti per la loro trasparenza e hanno adottato pratiche di economia circolare.
Due dei principali produttori di viscosa e rayon al mondo, Birla Cellulose e Lenzing, che rappresentano circa il 25 per cento della fornitura globale, hanno migliorato le proprie prestazioni raggiungendo la posizione “light green shirt” in classifica. La classifica, chiamata Shirt ranking, è infatti costituita da sette magliette che vanno dal verde al rosso, dove la maglietta verde indica il miglior risultato mentre quella rossa il più negativo. Le due società hanno ridotto il proprio impatto ambientale grazie ad una più approfondita selezione delle materie prime e all’impiego di fibre alternative. Altri produttori hanno invece aumentato la propria trasparenza pubblicando sui rispettivi siti web i loro fornitori di cellulosa. Tra le aziende che invece non hanno adottato alcun provvedimento per migliorarsi e che rimangono con la maglietta rossa, figurano le cinesi Jiangsu Xiangsheng viscose fiber Co. e Aoyang Technology.
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