A chiedere di non considerare più gli orsi bruni come “specie fortemente protetta” sono Romania, Slovacchia, Croazia, Repubblica Ceca e Finlandia.
È stato respinto l’emendamento che chiedeva l’abolizione della pratica dei richiami vivi nella caccia. L’Italia rischia ora sanzioni dall’Europa.
Gli uccelli sono la quintessenza della libertà, il loro elemento è l’aria, sono nati per solcare i cieli e suscitare l’invidia di noi umani, che da sempre cerchiamo il segreto per imitarli. Alcuni uccelli vengono però catturati, torturati, rinchiusi per tutta la vita in minuscole gabbie e costretti a diventare strumenti di morte attirando inconsapevolmente verso i cacciatori i propri compagni. È il destino di tanti piccoli uccelli, come allodole, cesene, merli, tordi, colombacci e pavoncelle, trasformati in richiami vivi.
L’11 giugno il Movimento 5 Stelle, sostenuto dalle associazioni animaliste italiane, ha presentato alla camera dei deputati un emendamento all’articolo 15 della legge comunitaria per chiedere l’abolizione della pratica anacronistica e crudele dei richiami vivi nella caccia. L’emendamento è stato respinto per poche decine di voti.
A favore hanno votato il Movimento 5 stelle, Sel, Scelta civica, buona parte di Forza Italia e del gruppo misto. Voto contrario è arrivato da Lega, Fratelli d’Italia e Pd. «Respingere l’emendamento e mantenere intatto l’uso dei richiami vivi, semplicemente rimettendolo in deroga, è una scelta gravissima e imbarazzante, che fa male all’Europa e fa male alla natura, mantiene le sofferenze e i maltrattamenti di centinaia di migliaia di uccelli migratori, e che vale come anticamera per la condanna comunitaria», hanno commentato le associazioni ambientaliste come Enpa, Cabs, Lac, Lav, Leida, Lipu-BirdLife Italia, Vas, Wwf Italia.
Oltre al danno etico della sofferenza inferta agli uccelli, secondo gli ambientalisti e il Movimento 5 stelle l’Italia incorrerà in nuove sanzioni da parte dell’Unione europea. «Il governo pensa di risolvere il problema introducendo nuove deroghe – ha dichiarato la parlamentare 5 stelle Chiara Gagnarli – le stesse che l’Europa ci chiede di interrompere da venti anni. Siamo ormai di fronte ad un Paese in deroga, che in tema ambientale, pur carico di procedure e condanne, continua a chiudere le porte e aprire le finestre, con danno enorme per il patrimonio naturale, il senso del diritto e il più elementare rispetto della vita degli animali».
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
A chiedere di non considerare più gli orsi bruni come “specie fortemente protetta” sono Romania, Slovacchia, Croazia, Repubblica Ceca e Finlandia.
Via libera del Senato al disegno di legge che allarga le aree venatorie, allunga i calendari, depotenzia l’Ispra e aumenta le specie cacciabili.
Via libera del ministero dell’Ambiente: la struttura sorgerà a Ceccano, nel Frusinate, e sarà il primo di una serie 47 progetti europei.
Gran parte dell’Europa occidentale sta già facendo i conti con temperature che in molte città sfiorano o superano i 35 gradi.
Grazie al progetto transfrontaliero MC0, tante PMI italiane e francesi hanno avviato un processo di decarbonizzazione. Anche per il settore agroalimentare.
L’Onu ha pubblicato il World Ocean Assessment, corposo rapporto sullo stato di salute degli oceani, che costituisce di fatto un appello per salvarli.
Primo ok alle legge delega, ma i primi reattori modulari di piccole dimensioni arriveranno tra 10 anni. E per la fusione se ne parla dopo il 2040.
Nata a Padova, Finapp utilizza i raggi cosmici per misurare l’umidità del suolo e la neve in tempo reale, prevenendo siccità, alluvioni e sprechi.
Lo scatto di Oreste Caroppo vince Obiettivo Terra 2026 raccontando biodiversità, metamorfosi e natura nelle aree protette italiane.