Lo scatto di Oreste Caroppo vince Obiettivo Terra 2026 raccontando biodiversità, metamorfosi e natura nelle aree protette italiane.
Dopo anni di incurie, torna a nuova vita uno dei polmoni verdi al centro della capitale. Un’opera di riqualificazione e recupero oggi a disposizione di tutti i cittadini romani.
Uno scrigno di biodiversità. Un piccolo tesoro naturalistico nel centro di Roma. È il parco di Capoprati, che oggi è tornato a nuova vita grazie al progetto Bellezza Italia, realizzato da Legambiente in collaborazione con il Gruppo Unipol.
Un’opera di riqualificazione e recupero di quello che è uno dei polmoni verdi che sorgono nel cuore della capitale e sulle sponde del Tevere. Il parco torna così fruibile ai cittadini, ai giovanissimi e agli anziani che potranno trovare in quest’area un’oasi di relax, natura, verde pubblico.
“Con Bellezza Italia stiamo facendo in tutta la penisola progetti che hanno saputo unire innovazione, sviluppo e rispetto dell’ambiente, coinvolgendo i cittadini in un percorso di riappropriazione del proprio territorio”, ha dichiarato Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente. “La sfida lanciata insieme con il Gruppo Unipol per la capitale oggi ci racconta di un primo traguardo raggiunto, di un parco tornato ad essere un gioiello sulla riva del fiume, che rischiava di essere sepolto dall’incuria nonostante la tenacia e la dedizione dei volontari che negli anni hanno lavorato in quest’area. In questi sono state decine i volontari che si sono succeduti per ridare vita a questi luoghi, moltissimi giovani che oggi sono i primi custodi di questo spazio”.
Dopo gli interventi del 1996 durati quattro anni da parte dei volontari di Legambiente, che trasformarono quest’area da discarica a cielo aperto a parco pubblico, negli ultimi anni Capoprati è stato lasciato a sé stesso. Nessuna cura, nessuna manutenzione. Tanto che con le alluvioni del 2008 e del 2012, l’area era ormai divenuta inaccessibile, a causa della crescita senza controllo della vegetazione e alla mancata sistemazione delle strutture realizzate negli anni passati.
7 mila metri quadri di biodiversità, al centro della città, a poca distanza dai quartieri Prati, Delle Vittorie, Ponte Milvio, Tor di Quinto, Flaminio e Parioli. Questo è il parco di Prati. 40 specie arboree, delle più svariate provenienze: magnolie, ulivi, tigli, cipressi europei ed americani. Ma anche pini, abeti, yucca, palme e un esemplare di albero del corallo, originario del Sudamerica. Non solo flora. Anche la fauna è estremamente variegata: oltre 25 specie animali, tra le quali alcuni esemplari di airone cinerino, canapiglia, gallinella d’acqua, martin pescatore e circa 20 specie stanziali. Sia uccelli che anfibi.
Ed è grazie al progetto di recupero che questo angolo di natura ritorna ad essere un centro di educazione ambientale innovativo, ma non solo. Grazie ai lavori di sistemazione e messa in sicurezza l’intera area promuoverà la rinascita ambientale e culturale di tutta l’area. Natura quindi, ma anche sport (con un campo da calcetto e una parete d’arrampicata). E mobilità sostenibile, lenta. La volontà infatti è quella di valorizzare la pista ciclabile che costeggia il parco, realizzando anche una ciclofficina.
“L’esperienza di Capoprati non è interessante solo per la bellezza che è stata in grado di ritrovare, ma anche come emblema di buona gestione, in partnership pubblico-privato, di una porzione di fiume, elemento strategico per la riduzione del rischio idrogeologico nel nostro paese”, ha dichiarato infine Marisa Parmigiani, responsabile sostenibilità Gruppo Unipol. “Come assicurazione siamo in prima linea per individuare strumenti e modalità che rendano il nostro territorio più sicuro, sia socialmente, che ambientalmente, coinvolgendo direttamente i cittadini. Giriamo l’Italia con Legambiente alla ricerca di esperienze non solo preziose in se, ma anche per l’esempio che possono rappresentare di partecipazione, responsabilità e bellezza”.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Lo scatto di Oreste Caroppo vince Obiettivo Terra 2026 raccontando biodiversità, metamorfosi e natura nelle aree protette italiane.
Uno studio osservazionale condotto su oltre 10mila anziani ha associato la preparazione dei pasti in casa a un minor rischio di demenza, specialmente per chi è meno abile in cucina.
La nuova legge parla di “gestione” della fauna selvatica, estende la stagione venatoria e le specie cacciabili: la Ue ha già detto che non va bene.
Uno studio spagnolo innovativo mostra un legame tra il pesticida picloram e l’insorgenza di tumori al colon-retto nella popolazione under-50.
Il mare era al centro dell’attività accademica e del lavoro sul campo di Monica Montefalcone, morta durante un’immersione alle Maldive.
A Strasburgo approvata una risoluzione che adeguerebbe la definizione di violenza sessuale a quella della Convenzione di Istanbul. L’Italia a che punto è?
Il Pnr è stato posto in consultazione pubblica dai ministeri di Ambiente e Agricoltura e dall’Ispra. Si tratta di un documento atteso da decenni.
Energy2act è il progetto che crea un modello di transizione energetica, a partire dalle comunità di quartiere.
Dal 24 al 29 aprile, la Colombia ospita la prima Conferenza internazionale della società civile per l’abbandono dei combustibili fossili: l’Italia c’è.
