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Dopo anni di incurie, torna a nuova vita uno dei polmoni verdi al centro della capitale. Un’opera di riqualificazione e recupero oggi a disposizione di tutti i cittadini romani.
Uno scrigno di biodiversità. Un piccolo tesoro naturalistico nel centro di Roma. È il parco di Capoprati, che oggi è tornato a nuova vita grazie al progetto Bellezza Italia, realizzato da Legambiente in collaborazione con il Gruppo Unipol.
Un’opera di riqualificazione e recupero di quello che è uno dei polmoni verdi che sorgono nel cuore della capitale e sulle sponde del Tevere. Il parco torna così fruibile ai cittadini, ai giovanissimi e agli anziani che potranno trovare in quest’area un’oasi di relax, natura, verde pubblico.
“Con Bellezza Italia stiamo facendo in tutta la penisola progetti che hanno saputo unire innovazione, sviluppo e rispetto dell’ambiente, coinvolgendo i cittadini in un percorso di riappropriazione del proprio territorio”, ha dichiarato Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente. “La sfida lanciata insieme con il Gruppo Unipol per la capitale oggi ci racconta di un primo traguardo raggiunto, di un parco tornato ad essere un gioiello sulla riva del fiume, che rischiava di essere sepolto dall’incuria nonostante la tenacia e la dedizione dei volontari che negli anni hanno lavorato in quest’area. In questi sono state decine i volontari che si sono succeduti per ridare vita a questi luoghi, moltissimi giovani che oggi sono i primi custodi di questo spazio”.
Dopo gli interventi del 1996 durati quattro anni da parte dei volontari di Legambiente, che trasformarono quest’area da discarica a cielo aperto a parco pubblico, negli ultimi anni Capoprati è stato lasciato a sé stesso. Nessuna cura, nessuna manutenzione. Tanto che con le alluvioni del 2008 e del 2012, l’area era ormai divenuta inaccessibile, a causa della crescita senza controllo della vegetazione e alla mancata sistemazione delle strutture realizzate negli anni passati.
7 mila metri quadri di biodiversità, al centro della città, a poca distanza dai quartieri Prati, Delle Vittorie, Ponte Milvio, Tor di Quinto, Flaminio e Parioli. Questo è il parco di Prati. 40 specie arboree, delle più svariate provenienze: magnolie, ulivi, tigli, cipressi europei ed americani. Ma anche pini, abeti, yucca, palme e un esemplare di albero del corallo, originario del Sudamerica. Non solo flora. Anche la fauna è estremamente variegata: oltre 25 specie animali, tra le quali alcuni esemplari di airone cinerino, canapiglia, gallinella d’acqua, martin pescatore e circa 20 specie stanziali. Sia uccelli che anfibi.
Ed è grazie al progetto di recupero che questo angolo di natura ritorna ad essere un centro di educazione ambientale innovativo, ma non solo. Grazie ai lavori di sistemazione e messa in sicurezza l’intera area promuoverà la rinascita ambientale e culturale di tutta l’area. Natura quindi, ma anche sport (con un campo da calcetto e una parete d’arrampicata). E mobilità sostenibile, lenta. La volontà infatti è quella di valorizzare la pista ciclabile che costeggia il parco, realizzando anche una ciclofficina.
“L’esperienza di Capoprati non è interessante solo per la bellezza che è stata in grado di ritrovare, ma anche come emblema di buona gestione, in partnership pubblico-privato, di una porzione di fiume, elemento strategico per la riduzione del rischio idrogeologico nel nostro paese”, ha dichiarato infine Marisa Parmigiani, responsabile sostenibilità Gruppo Unipol. “Come assicurazione siamo in prima linea per individuare strumenti e modalità che rendano il nostro territorio più sicuro, sia socialmente, che ambientalmente, coinvolgendo direttamente i cittadini. Giriamo l’Italia con Legambiente alla ricerca di esperienze non solo preziose in se, ma anche per l’esempio che possono rappresentare di partecipazione, responsabilità e bellezza”.
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