Giuseppe Bertuccio D’Angelo. Gli incontri sorprendenti, le strade di montagna e i silenzi assordanti. Vi porto con me nell’isola dei centenari alla scoperta delle Blue zone dell’Ogliastra.
L’ascensore dell’Hammetschwand è il punto panoramico più alto sul lago di Lucerna. Fu costruito nel 1905 per regalare ai turisti una vista impareggiabile. Ecco come raggiungerlo sul Bürgenstock, salirci e restare senza fiato.
Ammirare il Lago di Lucerna dall’alto, con l’orizzonte sconfinato dei Quattro Cantoni della Svizzera, come se avessimo le ali, senza dover camminare e preservando così ancora tanto fiato per poterne rimanere senza, davanti a una vista unica. È un’esperienza che potrete vivere raggiungendo il Bürgenstock, un promontorio di 450 metri che si insinua nel bacino lacustre, fino a salire poi sull’ascensore dell’Hammetschwand, il più alto mai costruito in Europa all’aria aperta. Siete pronti per quest’avventura?
Per iniziare dovete dunque arrivare prima sul Bürgenstock. Come? Ci sono diversi modi: potete prendere il traghetto che, in estate, tre volte al giorno, parte da Lucerna per arrivare a Kehrsiten-Bürgenstock; oppure potete sperimentare la funicolare dal lago al promontorio; e poi, con la bella stagione, potete incamminarvi sull’imponente sentiero roccioso e circolare del Bürgenstock (che inizia sul versante orientale degli hotel), un’escursione immersa tra prati e boschi dove #lanaturatirivuole e che, per gran parte del percorso, vi permetterà di ammirare già, ai vostri piedi, il lago. Lungo il sentiero didattico del Falsenweg divertitevi invece a rispondere a 12 domande su geografia, geologia, turismo, storia della tecnologia, tutela dei boschi e dell’ambiente: è ammesso cercare le soluzioni sul cellulare, tranquilli! Alla fine verificate le risposte sul sito web dedicato.
Ci vogliono 25 minuti di cammino in mezzo alla natura per raggiungere l’ascensore dell’Hammetschwand, l’ascensore open air più alto d’Europa, come dicevamo, ma anche il più veloce. È il punto panoramico più alto di Lucerna e nelle notti d’estate la torre dell’ascensore, simile a un siluro puntato verso il cielo, è illuminata cosicché si veda anche dalla città. La sua pionieristica costruzione, nel 1905 da un’idea di Franz-Josef Bucher-Durrer (lo stesso che diede il nome al Bürgenstock quando costruì il suo Grand Hotel sulla Bürgenberg) fu un evento sensazionale. E ancora oggi l’ascensore, rinnovato e aperto al pubblico nel 1991, conserva lo stesso fascino che aveva nel periodo del turismo stravagante della Belle Époque: una via verticale tra le rocce che supera un dislivello di 152 metri in un solo minuto (nel 1905 ce ne metteva tre) e vi porta a 1.132 metri di altitudine. Dall’Hammetschwand partono sentieri escursionistici che riportano al Bürgenstock, ma potete scegliere di tornare anche dal sentiero roccioso che passa per Känzeli.
Ci sono diverse strutture per fermarsi a dormire protetti da questa catena di monti che ci regala un panorama incredibile sullo specchio del lago. Dai rifugi agli hotel, scegliete la soluzione che fa per voi. Intanto procedono a pieno ritmo i lavori per la costruzione del Bürgenstock Resort, che aprirà i battenti entro l’estate. Una struttura esclusiva per tutta la Svizzera centrale, ma anche per tutto il Paese per cui il fondo sovrano del Qatar ha stanziato 485 milioni di franchi svizzeri. Sarà un hotel montano improntato all’healty living con vista da sogno, una spa di 10mila mq (con tanto di piscine interne ed esterne, sale trattamenti, sauna e hammam) e area congressi, per un totale di 400 camere e 800 posti letto, 68 residence suite con servizi alberghieri, 12 ristoranti e bar. E per trascorrere il tempo libero c’è l’imbarazzo della scelta: trekking, tennis, golf, curling, arte. Per info: #svizzeraturismo.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Giuseppe Bertuccio D’Angelo. Gli incontri sorprendenti, le strade di montagna e i silenzi assordanti. Vi porto con me nell’isola dei centenari alla scoperta delle Blue zone dell’Ogliastra.
Dal lago di Carezza al Seceda, i luoghi simbolo dell’Alto Adige saranno presidiati da 15 ranger che si occuperanno di controllo, sensibilizzazione, informazione.
Il Biellese è un territorio sorprendente, un’oasi verde vicina a Milano e Torino. Un itinerario ideale per chi pedala in città e non ha mai provato un viaggio in sella. Si parte in treno, da Santhià.
La provincia di Grosseto, nel cuore della Maremma toscana, resiste all’avanzata dell’invadenza turistica grazie al suo ritmo lento e gentile, e alla sua storia. È il territorio del Morellino di Scansano, vino autoctono messaggero di tradizione e cultura.
Un “deserto” di dune bianche e lagune blu, il delta di un fiume che incontra l’oceano, un villaggio con strade di sabbia: è questo il momento migliore per scoprire il nord est del Brasile.
Il microclima oceanico, i terreni fertili, l’alternanza di pioggia e sole ne fanno il luogo ideale per la sua coltura. In Normandia, per scoprire da vicino la filiera del lino europeo, dalla coltivazione alla trasformazione della fibra.
La guida “Il mare più bello” di Legambiente e Touring Club premia con Cinque Vele le località marine e lacustri che puntano a una gestione e a un turismo sostenibile contro la crisi climatica
Sono 14 le nuove Bandiere Blu 2026 italiane, per un totale di 275 comuni balneari che lavorano per la sostenibilità ambientale, climatica e del turismo.
Con Turisanda1924 si parte alla scoperta delle riserve naturali della Tanzania e la notte si dorme nei campi tendati, per un’immersione totale e discreta nella savana.


