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Un cratere si è formato nella Siberia russa dopo un’esplosione che ha rilasciato metano. Lo scioglimento del permafrost potrebbe essere tra le cause.
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Emissioni di gas metano hanno creato crateri nella penisola di Jamal (o Yamal) nella Russia siberiana nordoccidentale secondo l’Arctic research center. Un abitante di Seyakhi, Mikhail Okotetto, è stato testimone diretto del primo cratere formatosi il 28 giugno che ha poi informato i ricercatori del fenomeno in corso. Il secondo cratere, invece, è stato individuato grazie al biologo Alexander Sokolov che era in spedizione presso la stazione di Yerkuta, nel sud della penisola.
“Il cratere di Seyakhi si è formato in una golena del fiume Myudriyakha. Misurazioni dirette nel centro del cratere hanno mostrato che la profondità supera i 20 metri. Gli scienziati hanno confermato tracce di gas dopo l’esplosione”, ha riportato il centro russo aggiungendo che le fuoriuscite di metano dal sottosuolo stanno continuando.
“Lo scongelamento del permafrost, spesso per cause naturali ma anche a causa dei processi esasperati dell’uomo (come il riscaldamento globale, ndr), può far sì che questo gas tenda a ‘sfogarsi’”, riporta il sito di meteorologia 3Bmeteo.com. “Il rilascio di metano non è solo pericoloso per via delle esplosioni, difficili da prevedere; il metano potrebbe anche avere un effetto importante sui cambiamenti climatici. Dopo tutto, proprio come l’anidride carbonica, anche il metano è un gas serra”. E come la CO2 causa i cambiamenti climatici.
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