La riscossa delle città, protagoniste dell’innovazione e dell’economia circolare

REmini2020: il 20 agosto è stata la giornata dei sindaci. I primi cittadini di Rimini, Matera, Bari e Cosenza ci svelano le strategie per rendere ancora più accogliente e sostenibile il loro territorio.

In collaborazione con Giulia Bonafini e gli studenti dello Iusve

Il 20 agosto, mentre a Palazzo Madama entra nel vivo il dibattito sulla crisi del governo Conte, al Meeting di Rimini si alternano sul palco i sindaci. Provengono da quattro città lontane tra loro per posizione, storia e caratteristiche: oltre alla “padrona di casa” Rimini, a rappresentare il sud ci pensano Bari, Matera e Cosenza. Ad accomunarli è il delicato ruolo di fare politica sul territorio, con un raggio d’azione che geograficamente è più limitato ma, proprio per questo, in certe occasioni può diventare addirittura più incisivo.

Un futuro circolare per le città italiane

“I primi a essere penalizzati da questa situazione di incertezza politica siamo proprio noi sindaci, perché ci vediamo bloccare improvvisamente una serie di fondi”, esordisce Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente di Anci, Associazione nazionale comuni italiani. Gli fa eco Andrea Gnassi, primo cittadino di Rimini, che chiede a gran voce un’agenda urbana per il nostro Paese, cioè una piattaforma di temi concreti che coinvolgano le città.

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È fondamentale riuscire a guardare al futuro, invece di fermarsi al breve termine. Un futuro sostenibile e circolare. “I comuni devono diventare necessariamente attori di una nuova stagione dal punto di vista ambientale e della gestione dei rifiuti”, spiega Decaro ai microfoni di LifeGate. Che non fa mistero degli ostacoli da superare – in primis la gestione degli impianti per la raccolta differenziata e i suoi costi vivi – ma conferma che questo percorso è già avviato, da nord a sud dello Stivale, e non si torna indietro.

La rinascita di Cosenza

Una caso emblematico e positivo è Cosenza, che nel 2011 era praticamente a zero in termini di raccolta differenziata e oggi invece supera una media giornaliera del 65 per cento. “Abbiamo fatto capire alle persone che una città piena di cassonetti di rifiuti indifferenziati per le strade non è testimonianza di civiltà. Siamo passati dal 95esimo al quinto posto nella graduatoria Ecosistema Urbano, subito dopo ‘mostri sacri’ della vivibilità come Trento e Bolzano”, racconta a LifeGate il sindaco Mario Occhiuto. “Questo vuol dire che anche al sud, con politiche attente, si può fare”.

Parallelamente è stato portato avanti un grande lavoro sulla mobilità sostenibile, costruendo una rete di piste ciclabili e piazze pedonali. Questo percorso porta con sé due grandi vantaggi: mentre la città diventa più bella, i cittadini sono portati a fare movimento all’aria aperta e ci guadagnano in salute.

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Da Matera a Rimini, turismo e non solo

Rimini, che da quarant’anni ospita il Meeting, proprio in questi giorni è stata incoronata regina del tempo libero nella classifica delle 107 città italiane pubblicata ogni anno dal Sole 24 Ore, piazzandosi al primo posto assoluto per densità turistica e nella top 10 per spettacoli, ristoranti e bar, librerie, cinema e teatri. L’anno prossimo si prospetta altrettanto vivace, con le celebrazioni per il centenario della nascita di Federico Fellini.

È nel pieno di un anno da ricordare anche Matera, che a tutti gli effetti è la città ancora abitata più antica d’Italia, con i suoi ottomila anni di storia. Il ruolo di capitale europea della cultura 2019 le ha garantito un vero e proprio boom del turismo, con un +48 per cento delle presenze rispetto al 2018. Nei primi cinque mesi del 2019 sono state più di cinquecentomila, in una città di 62mila abitanti. “Il pil della città è già cresciuto del 2,8 per cento e dovrebbe aumentare ancora del doppio, perché a giorni parte la produzione del prossimo film di James Bond, con un investimento di 12 milioni di euro”, ci svela il primo cittadino Raffaello De Ruggieri.

REmini2020, un cammino triennale verso la sostenibilità

LifeGate è in trasferta a Rimini per raccontare il progetto REmini2020, un percorso triennale che ha preso il via nel 2018. L’obiettivo è quello di rendere sostenibile il Meeting per l’amicizia tra i popoli, lavorando su diverse aree: economia circolare, energia, alimentazione, mobilità.

Qualche cifra può essere utile per comprendere la portata della manifestazione, che quest’anno spegne quaranta candeline. Dal 18 al 24 agosto i 130mila metri quadrati allestiti nella Fiera di Rimini vengono animati da convegni, workshop, tavole rotonde, mostre e spettacoli, che contagiano anche il territorio della città romagnola. Nel 2018 sono state registrate oltre 800mila presenze, con 627 relatori per 248 incontri. A mettere in moto questa imponente macchina organizzativa è uno staff suddiviso in 14 dipartimenti, affiancato da ben 2.527 volontari.

A collaborare con la Fondazione e stilare la strategia di sostenibilità del Meeting è Conai (Consorzio nazionale imballaggi). Questo è il primo importante banco di prova per la sua nuova sfida: affrontare il tema della sostenibilità nei grandi eventi con un approccio a 360 gradi.

Foto in apertura © Leonardo Usinabia / LifeGate
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