Sofidel. La sostenibilità è una leva di crescita

Il Gruppo festeggia i 50 anni di attività e consolida la propria crescita in Europa e nel mondo grazie anche agli investimenti nella responsabilità sociale d’impresa.

È un’impresa in salute il Gruppo Sofidel, che nel 2016 festeggia i suoi 50 anni di attività. Una storia lunga mezzo secolo, che l’ha portata da azienda di provincia ad una multinazionale presente oggi in 13 Paesi, in Europa e negli Stati Uniti. Oggi il Gruppo, conosciuto ai più per i Rotoloni Regina, è il secondo in Europa e sesto al mondo per la produzione di carta per uso igienico e domestico.

 

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“Per avere veramente successo non conta soltanto quanto cresci rispetto al resto del mercato, ma anche quanto è importanta il ritorno sul sociale, specialmente sul territorio dove sono ubicati i nostri stabilimenti”, spiega Luigi Lazzareschi, amministratore delegato del Gruppo Sofidel. “In questo senso abbiamo gli impianti più all’avanguardia del nostro settore, rinnovati nel tempo e di dimensioni superiori rispetto alla media, che ci permette di essere più competitivi e di avere maggiore qualità”.

 

Ed è stato sicuramente questo uno dei motivi che ha portato il Gruppo, negli anni della crisi a scommettere ed investire nel 2012 negli Stati Uniti. Oggi Sofidel ha raggiunto una capacità produttiva di 200 mila tonnellate e ha avviato un recente investimento per la realizzazione in Ohio del centro della produzione di tutto il Nordamerica.

 

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Luigi Lazzareschi, ad del Gruppo Sofidel.

 

La sostenibilità di Sofidel in numeri

Per arrivare a questi risultati il Gruppo, che opera in un settore industriale dal forte impatto ambientale, ha dovuto investire e puntare proprio sulla sostenibilità. Ambientale, sociale ed economica. Abbracciando la filosofia “less is more”, l’azienda si è posta come obiettivo la realizzazione di prodotti dall’impronta ecologica sempre più ridotta e allo stesso tempo più performanti. “Abbiamo fatto della sostenibilità la leva strategica. Vogliamo essere migliori del nostro migliore concorrente”, sottolinea Lazzareschi. “Abbiamo lavorato sulla riduzione delle emissioni di CO2, sulla riduzione dei consumi d’acqua e migliorato l’approvvigionamento della materia prima”.

 

Oggi la carta, ovvero la materia prima impiegata, proviene per il 99,97 per cento da foreste certifcate Fsc, Pefc e Sfi. Dal 2008 al 2015 ha ridotto le emissioni dirette del 17,8 per cento ed è ha raggiunto l’8 per cento di energia da fonti rinnovabili.

 

Non solo, ma Sofidel è la prima azienda al mondo del settore tissue ad aderire al programma internazionale del Wwf “Climate Savers”, programma che porta ad analizzare approfonditamente tutti gli impatti della produzione e ad intervenire per ridurne l’impronta. Ad oggi sono solo 29 le aziende che hanno aderito al programma e messo a nudo le proprie attività produttive. “Le aziende hanno un ruolo fondamentale nella protezione dell’ambiente”, dichiara Gaetano Benedetto, direttore generale di Wwf Italia. “Possono essere straordinari attori del cambiamento agendo sulla riduzione dei flussi di materia ed energia utilizzati per la produzione di beni e servizi, sulla riduzione delle emissioni, oltre che investire in modo consistente sulle energie rinnovabili e sull’efficienza energetica”.

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