Stati Uniti, riunificate le prime famiglie di migranti separate alla frontiera

Disposta la riunificazione delle prime famiglie di migranti separate alla frontiera. Ma in Texas ancora si rinchiudono i bambini nei centri.

Il governo degli Stati Uniti, guidato dal democratico Joe Biden, ha rivendicato nella giornata di lunedì 1 marzo i primi passi in avanti nel processo di riunificazione delle famiglie di migranti separate nel corso della presidenza di Donald Trump. Secondo quanto indicato dal ministro americano alla Sicurezza interna, Alejandro Mayorkas, grazie a quale settimana di lavoro è stato possibile rintracciare i componenti di un centinaio di nuclei. “Speriamo – ha affermato il membro dell’amministrazione Biden – di riuscire a riunificare le famiglie qui o nei loro paesi d’origine. E se vorranno rimanere negli Stati Uniti, esploreremo le vie legali affinché possano farlo”.

Il presidente Biden: “Cancelliamo una vergogna nazionale”

Lo scorso 2 febbraio, il presidente Biden si era in effetti impegnato a lavorare per cancellare quella che ha definito “una vergogna morale e nazionale”, ereditata dal suo predecessore alla Casa Bianca. Per questo erano stati firmati dei decreti sull’immigrazione, di cui uno prevede la costituzione di un gruppo di lavoro destinato proprio ad identificare e localizzare i circa 600 bambini che furono strappati ai loro genitori nei pressi della frontiera meridionale americana e di cui ancora non si hanno sufficienti informazioni. “Siamo più sicuri, forti e prosperi con un sistema migratorio sano, razionale e umano”, aveva aggiunto il leader statunitense.

Un bambino migrante in Texas
Un bambino migrante in Texas © John Moore/Getty Images

A complicare il lavoro di ricostruzione delle situazioni di ciascun bambino c’è il fatto che in 392 casi i genitori sono stati espulsi nei loro paesi d’origine. Mentre chi è riuscito a rimanere è attualmente privo di documenti negli Stati Uniti. Una delle principali associazioni di difesa dei diritti civili, la Aclu (American civil liberties union), ha accolto con favore l’impegno del governo di Biden, ma ha sottolineato la necessità di concedere dei risarcimenti alle famiglie di migranti. La separazione subita da queste ultime, infatti, secondo l’organizzazione umanitaria equivale ad una “tortura”.

Ma su Biden piovono critiche: migranti minorenni ancora rinchiusi nei centri in Texas

Un congruo indennizzo, secondo la Aclu, potrebbe essere rappresentato dalla concessione della cittadinanza, delle cure e di un certo quantitativo di risorse economiche. Mayorkas, tuttavia, ha avvertito: “Il precedente governo ha smantellato l’insieme del nostro sistema migratorio. Occorrerà del tempo per ricostruirlo”.

Va detto però che migliaia di minorenni si sono presentati nelle scorse settimane alla frontiera meridionale degli Stati Uniti. E, ancora una volta, molti di loro – secondo quanto riferito dalla stampa – sono stati rinchiusi in centri speciali. Per questo c’è chi, come la parlamentare democratica Alexandria Ocasio-Cortez, ha denunciato pratiche simili a quelle dell’amministrazione Trump a loro carico: “Non è accettabile, non lo è mai stato e mai lo sarà, quale che sia il presidente in carica”, ha affermato commentando la notizia della riapertura dei centri per bambini e ragazzi in Texas e le critiche piovute sulla Casa Bianca. Quest’ultima, da parte sua, ha giustificato la scelta parlando di una situazione particolare legata alla pandemia.

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