La svolta di Cassa depositi e prestiti, come volano per lo sviluppo sostenibile

Fabrizio Palermo di Cassa depositi e prestiti (Cdp) spiega come la sostenibilità sia diventato il principio strategico dell’istituto.

Cassa depositi e prestiti (Cdp) vuole diventare il volano dello sviluppo sostenibile in Italia. Un obiettivo ambizioso per rafforzare quel legame speciale con il Paese, che la rende patrimonio di tutti. Parliamo di uno dei pilastri della nostra economia che da sempre gioca un ruolo chiave per lo sviluppo sociale, infrastrutturale e imprenditoriale. Un ente pubblico finanziario con 170 anni di storia alle spalle, che pochi mesi fa ha deciso di intraprendere un nuovo corso, fortemente voluto dall’amministratore delegato Fabrizio Palermo: orientare il proprio approccio strategico e operativo ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dalle Nazioni Unite, la cosiddetta Agenda 2030.

Il primo Forum multistakeholder di Roma

In questo contesto rientra il Forum multistakeholder organizzato il 28 novembre. Per la prima volta, Cdp ha ospitato nella sede di via Goito, a Roma, oltre 60 rappresentanti dei principali portatori di interesse, per recepirne le istanze e le priorità rispetto ai temi rilevanti della sua strategia.

palazzo cdp, cassa depositi e prestiti, roma
Cdp ha ospitato 60 rappresentanti al primo Forum multistakeholder che si è tenuto il 28 novembre nella sede di Roma

Un evento al quale hanno preso parte, tra gli altri, il presidente di Cdp Giovanni Gorno Tempini, il presidente dell’Associazione di fondazioni e di casse di risparmio (AcriFrancesco Profumo e il direttore generale del Tesoro Alessandro Rivera.

Se Profumo ha rimarcato l’apprezzamento delle fondazioni per la scelta di Cassa depositi e prestiti di individuare nel tema della sostenibilità l’asse centrale su cui far ruotare la nuova visione verso lo sviluppo sostenibile, Rivera ha sottolineato che Cdp è uno strumento di politica economica strutturalmente orientata a lungo termine, fondamentale per realizzare una transizione verso un modello di sviluppo sostenibile e inclusivo. “È stata un’importante occasione di confronto – ha spiegato Fabrizio Palermo – per inquadrare e valorizzare, in ottica di creazione di valore di lungo periodo, le possibili azioni da realizzare per potenziare il nostro ruolo in risposta alle sfide dello sviluppo sostenibile”.

Il rinnovato impegno di Cdp per la sostenibilità

Palermo è stato il principale artefice di questa svolta. “La verità – ha evidenziato – è che la nostra missione e le nostre attività sono da sempre intrinsecamente legate alla promozione dello sviluppo sostenibile, del benessere delle comunità locali e dei territori”.

La novità è che con il piano industriale 2019-2021 la dimensione della sostenibilità è stata elevata a principio strategico e operativo, puntando a favorire una giusta transizione verso un modello di crescita più circolare. Ciò si è tradotto innanzitutto in una modifica dello Statuto, che oggi permette di concedere finanziamenti in ambito di sviluppo sostenibile, e in un piano industriale fortemente improntato ai 17 obiettivi (Sdgs) siglati anche dall’Italia il 25 settembre del 2015.

È stato innovato il modello di business e operativo, includendo nel processo di valutazione degli investimenti, oltre all’aspetto economico, anche misure degli impatti sociali e ambientali generati. Ed è stata creata all’interno del gruppo una nuova area ad hoc per guidare questo percorso, con l’obiettivo di far diventare la sostenibilità di un progetto un elemento centrale per poter accedere ai finanziamenti: saranno gradualmente introdotti criteri ambientali, sociali e di governance nell’analisi finanziaria, attraverso una metodologia che consentirà di valutare la sostenibilità sia nelle fasi che precedono l’investimento, sia in quelle successive.

A livello economico, il piano industriale prevede complessivamente un impegno di circa 200 miliardi di euro nel prossimo triennio, 110 dei quali provenienti da risorse interne e 90 da investitori privati e altre istituzioni nazionali e internazionali. Per l’amministratore delegato di Cdp, insomma, “la sostenibilità è diventata parte della valutazione degli investimenti del gruppo, segnando un cambio epocale anche a livello culturale”.

Housing Sociale Trieste ex Sadoch
Un esempio di housing sociale a Trieste

Circolarità e valore per il territorio e per le persone

Sostenibilità fa rima con economia circolare. E anche quello della Cassa, in fondo, può rappresentare un modello circolare: da 170 anni raccoglie il risparmio a livello locale tramite i buoni e i libretti postali e lo reinveste sul territorio stesso, finanziando interventi con un impatto diretto sulla vita quotidiana delle persone. Si tratta di operazioni rivolte allo sviluppo, all’ammodernamento e alla riqualificazione delle città, alla realizzazione di infrastrutture sociali e al sostegno all’innovazione e alla crescita dell’imprenditoria locale: “La raccolta parte dal territorio per tornare al territorio in una logica circolare, rafforzando la capacità di ascoltare e rispondere ai bisogni delle comunità”.

Si punta a coniugare il sostegno al tessuto economico e sociale con quello alle infrastrutture fondamentali della vita quotidiana delle comunità locali: scuole, housing sociale, riqualificazione urbana.

Investimenti nelle scuole, negli alloggi sociali e molto altro

Dal 2010 Cdp ha mobilitato circa 3 miliardi di euro per la realizzazione di interventi di edilizia scolastica, con un’importante accelerata nei primi mesi del 2019: ogni giorno infatti è stata finanziata una scuola. “Siamo tra i primi – ha evidenziato Palermo – ad aver intercettato flussi finanziari che premiano progetti sostenibili per le scuole, gli ospedali e le strade: sono tutti temi che entrano nella quotidianità delle persone”.

Anche lo sviluppo dell’edilizia sociale rientra nel perimetro dell’attività storica di Cdp: nel 2018 sono stati investiti 300 milioni di euro che, grazie allo sviluppo di 250 progetti nati con il Sistema integrato di fondi, renderanno disponibili entro il 2020 circa 20mila alloggi sociali e 8.500 posti letto in residenze temporanee e studentesche, distribuiti su tutto il territorio nazionale.

housing sociale, scuola, cdp
Dal 2010 Cdp ha mobilitato circa 3 miliardi di euro per la realizzazione di interventi di edilizia scolastica

Il sostegno di Cdp per la cooperazione allo aviluppo

Italia, dunque, ma non solo. Dal 2016 la Cassa ha assunto anche il ruolo di Istituzione Finanziaria per la Cooperazione allo Sviluppo, diventando uno dei protagonisti del sistema di Cooperazione italiano. Tra gli impegni più recenti, la stipula di una convenzione finanziaria per 65 milioni di euro con il Ministero delle Finanze afghano per favorire la realizzazione del corridoio ferroviario tra Iran e Afghanistan. Senza dimenticare la firma di un accordo da 300 milioni di dollari con il Ministero delle Finanze della Repubblica dell’Angola per lo sviluppo di progetti nei settori agroalimentare, turismo, infrastrutture, energia e manifatturiero. E ancora la firma di un accordo con lo United Nations Development Program, per promuovere progetti comuni volti al raggiungimento dei 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 nelle economie emergenti. A proposito di Nazioni Unite, qualche settimana fa CDP è diventata la prima istituzione finanziaria italiana ammessa alle risorse del fondo Onu per investimenti “verdi” nei Paesi in via di sviluppo: un altro importante passo per trasformare la sostenibilità nell’asse portante delle azioni future.

Articoli correlati