L’Italia ha reso gratuita la terapia ormonale per le persone transessuali

D’ora in poi i farmaci ormonali per le persone transessuali saranno gratuiti in Italia. Ne abbiamo parlato con l’avvocata e attivista Cathy La Torre.

Sono serviti decenni di battaglie da parte delle associazioni italiane per i diritti delle persone transessuali. Ora l’obiettivo è stato finalmente raggiunto: dal primo ottobre 2020, i farmaci ormonali per le transizioni di genere sono a carico del Servizio sanitario nazionale. A stabilirlo è stata l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), che rende così gratuito e garantito l’accesso a una terapia essenziale per la vita e la sopravvivenza delle persone transgender.

TERAPIA ORMONALE SOSTITUTIVA PER TUTT* IN TUTTA ITALIA 📣 Tutela e garanzia del benessere e della salute trans,…

Pubblicato da MIT – Movimento Identità Trans su Giovedì 1 ottobre 2020

Una piccola rivoluzione

Il percorso per la transizione di genere in Italia è molto accidentato, nonostante la legge sul cambio di sesso sia datata 1982. Al di là dello stigma e delle discriminazioni che ancora oggi vivono le persone transessuali nel paese, cambiare sesso fino a ora significava doversi confrontare con il doppio problema dell’alto costo dei farmaci, una vera e propria tassa a vita, e con la scarsa disponibilità degli stessi in diversi momenti storici, come lo scorso anno.

Se sul secondo punto ancora non si è riusciti a intervenire, quanto meno sul lato dei costi le cose da ora in poi cambieranno. L’Aifa ha deciso di inserire questi medicinali nell’elenco di quelli erogabili a totale carico del Servizio sanitario nazionale, nella classe H, vale a dire che potranno essere distribuiti gratuitamente solo nelle farmacie ospedaliere. Questo varrà per le persone che abbiano ricevuto una diagnosi di disforia di genere o di incongruenza di genere da parte di una equipe multidisciplinare e specialistica dedicata. La pubblicazione in Gazzetta ufficiale segue di poche ore una decisione da parte della giunta di centro-sinistra dell’Emilia Romagna, che ha dato attuazione a una legge regionale approvata nel 2019 e ha reso gratuiti i medicinali su tutto il suo territorio regionale. 

Nella giunta di lunedì abbiamo deliberato che in Emilia-Romagna le persone trans che hanno scelto di sottoporsi alla…

Pubblicato da Elly Schlein su Giovedì 1 ottobre 2020

L’Italia viveva una situazione a macchia di leopardo sul tema. Alcune regioni, come la Toscana, prevedono la gratuità della terapia ormonale per la transizione di genere dal 2006. In altre a oggi non vi era alcun riferimento alla questione. La decisione dell’Aifa delle scorse ore ha permesso allora di omogeneizzare i diversi contesti regionali, mettendo fine all’arbitrarietà che fino a ora aveva contraddistinto la somministrazione di farmaci a tutti gli effetti vitali

Per Cathy La Torre il bicchiere è pieno a metà

“Finalmente si è arrivati a parlare in maniera diffusa del tema degli ormoni e delle terapie ormonali sostitutive per le persone transessuali. Non siamo davanti a una scelta o a un capriccio, si tratta piuttosto di veri e propri farmaci salvavita”, sottolinea a LifeGate Cathy La Torre, avvocata e attivista lgbtq+. “Il fatto che sia stata deliberata la gratuità dei farmaci è importante, soprattutto se si pensa a quella fetta di persone transessuali che usano ormoni più costosi, con prezzi che possono superare i cento euro al mese”.

Nonostante questo, La Torre non è soddisfatta fino in fondo della nuova disposizione e ritiene ci sia ancora del lavoro da fare, soprattutto per quanto riguarda i luoghi di prescrizione e somministrazione. “L’Aifa ha incluso i farmaci per la terapia ormonale nella classe H ed essi potranno essere prescritti solo da appositi centri autorizzati”, spiega. “A oggi non si sa quanti sono e dove sono localizzati questi centri, il rischio è allora che le persone in terapia dovranno percorrere centinaia di chilometri per raggiungerli, soprattutto nei contesti più remoti del paese”. 

“Il fatto che i farmaci si potranno prendere solo nelle farmacie ospedaliere solleva poi la problematica che ci sono zone nel nostro paese scoperte da questo punto di vista. Le persone in terapia non potranno più recarsi alla farmacia del loro comune per avere i farmaci, ma dovranno recarsi per forza in ospedale, qualunque sia la loro distanza”, continua La Torre, che evidenzia poi un’ultima criticità: per avere la ricetta servirà una vera e propria diagnosi di disforia di genere, una procedura che però era stata superata dalle ultime indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità.

“Al di là di questi aspetti, comunque, la decisione dell’Aifa si può considerare una vittoria”, conclude La Torre. “Dopo oltre venti anni di mobilitazioni, il tema della salute delle persone transessuali ha assunto rilevanza nazionale e la gratuità dei farmaci rappresenta il riconoscimento di un diritto sanitario fondamentale”.

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