Sono passati dieci anni dal disastro dell’11 marzo 2011, ma questo capitolo si è tutt’altro che concluso. Viaggiando a Fukushima si percepiscono rinascita e distruzione, a volte separate soltanto da una strada.
Paura nella prefettura giapponese di Fukushima: un violento terremoto avvertito anche a Tokyo ha causato almeno 12 feriti. Non è stato diramato l’allarme tsunami.
Un terremoto di magnitudo 7,1 sulla scala Richter è stato registrato nella prefettura di Fukushima, in Giappone, poco dopo le 23:00 ora locale (le 15:00 in Italia). L’epicentro del sisma è stato localizzato al largo della costa nord-orientale dell’isola di Honshū, la più grande dell’arcipelago giapponese, a circa 60 chilometri di profondità. Lo ha reso noto l’agenzia meteorologica locale (Jma), che fortunatamente non ha diramato l’allerta tsunami.
La scossa è stata fortemente avvertita anche nella capitale Tokyo e, stando all’emittente Nhk, sarebbero almeno 12 le persone rimaste ferite nelle prefetture di Fukushima e Miyagi. Non è ancora chiara l’entità dei danni, che non sembra essere particolarmente grave.
Non sono state registrate anomalie neppure alla centrale nucleare di Fukushima, tristemente nota per il disastro che l’ha coinvolta nel 2011.
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Lo scenario non è post-apocalittico come ci si potrebbe aspettare. Fukushima, ora, sembra un posto normale – sottopopolato ma normale. Nel 2016 abbiamo visitato la prefettura sulla costa nordorientale del Giappone, oltre 200 chilometri a nord della capitale Tokyo, per parlare con chi è impegnato a ripartire dopo il terremoto, lo tsunami e il disastro nucleare che l’11 marzo
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