Sostenibilità significa aprirsi al mondo, è la nuova forma di cooperazione

La sostenibilità è una pratica personale, è un modo di fare impresa, ma prima di tutto significa aprirsi al mondo e alle future generazioni. La terza e ultima puntata del reportage sullo sviluppo sostenibile.

La targa che campeggia all’entrata è rimasta stoicamente al suo posto, per ora. Ma è una resistenza destinata a crollare. I fatti d’altronde parlano chiaro: l’Istituto agronomico per l’Oltremare ormai non esiste più. La struttura fiorentina di via Cocchi, a partire dal primo gennaio 2016, è entrata a far parte della nuova Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo. Un passaggio storico, se vogliamo, che segna la fine di una storia ultracentenaria (l’istituto venne fondato nel 1904), ma anche l’inizio di un nuovo corso.

via cocchi, firenze
La struttura fiorentina di via Cocchi, a partire dal primo gennaio 2016, è entrata a far parte della nuova Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo

La cooperazione internazionale per l’Italia

Con l’entrata in vigore della legge 125 del 2014 e la conseguente istituzione dell’Agenzia, l’Italia ha deciso infatti di rafforzare il suo impegno nella cooperazione internazionale, non solo investendo nuove risorse, ma anche ottimizzando quelle già esistenti. Ed è qui che entra in gioco proprio l’ex Oltremare, da sempre impegnato nella valorizzazione dei paesi in via di sviluppo (Iraq, Pakistan, Etiopia, Nepal e Burkina Faso, solo per citare i casi più recenti) e oggi chiamato a fornire il suo apporto nei progetti di cooperazione. Progetti – alcuni dei quali ereditati proprio dalla precedente gestione della struttura – che fanno dello sviluppo sostenibile il loro punto di forza e che mirano a un miglioramento delle condizioni economiche, ambientali e sociali dei Paesi coinvolti.

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Lo sviluppo sostenibile passa anche dall’agricoltura © Marco Pieraccioli/LifeGate

Cosa sono gli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite

Il tutto, grazie a una visione politica e a una modalità di intervento che richiamano alla mente i principi ribaditi di recente anche dalle Nazioni Unite nel documento Sustainable development goals and targets (Obiettivi di sviluppo sostenibile).

Nel testo, firmato dai paesi aderenti e composto da un ambizioso programma di 17 obiettivi da raggiungere entro il 2030, viene ribadito il ruolo chiave dello sviluppo sostenibile nella risoluzione, quantomeno parziale, di alcune tra le problematiche più urgenti del nostro tempo: dalla fame nel sud del mondo, alle migrazioni, fino all’impoverimento delle risorse naturali.

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Tiberio Chiari racconta cosa significare fare cooperazione in modo sostenibile oggi. Firenze © Marco Pieraccioli/LifeGate

Sostenibilità vuole dire aprirsi al mondo

Parlare di sostenibilità dunque significa parlare di futuro; ma significa anche parlare di terre e mondi a noi lontani. La sostenibilità infatti, oltre ad essere una pratica personale o un modo di fare impresa, è prima di tutto un’apertura al mondo e alle future generazioni. Ed è proprio questo il tema che ruota attorno a questa terza e ultima puntata del nostro reportage. A farci da guida è Tiberio Chiari, responsabile per l’Agenzia del progetto di cooperazione in Etiopia. È lui a spiegarci le caratteristiche e i risvolti della sostenibilità internazionale. Con le sue parole visiteremo idealmente luoghi come il Burkina Faso, l’Algeria, il Senegal. Mondi lontani, vero. Ma non così troppo, in fondo.

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