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Il Kenya ha una nuova linea ferroviaria che renderà più semplice la vita dei pendolari e del commercio. La linea Madaraka Express ridurrà a un terzo i tempi di percorrenza tra la città costiera di Mombasa e la capitale Nairobi. La vecchia ferrovia a scartamento ridotto non era più in grado di assorbire il traffico
Il Kenya ha una nuova linea ferroviaria che renderà più semplice la vita dei pendolari e del commercio. La linea Madaraka Express ridurrà a un terzo i tempi di percorrenza tra la città costiera di Mombasa e la capitale Nairobi. La vecchia ferrovia a scartamento ridotto non era più in grado di assorbire il traffico merci dal porto di Mombasa all’interno dell’Africa orientale così è stata decisa la realizzazione del Madaraka Express. Per i tempi a cui erano abituati i keniani l’inaugurazione di questa linea equivale alla realizzazione della nostra alta velocità, pur parlando di 120 chilometri orari per i treni passeggeri (la velocità massima delle locomotive è 158 km/h) e 80 per i treni che trasportano merci.
È stato inaugurato un tratto di 470 chilometri sul totale di circa 1.300, rispettando i tempi di consegna previsti. La ferrovia completa collegherà il Kenya con Uganda, Congo, Ruanda, Burundi e Sud Sudan. Il percorso su treno ha l’obiettivo di ridurre sensibilmente il traffico di auto e dei camion che ogni giorno affollano le strade del Kenya e degli altri Stati.
La linea percorre in buona parte il tracciato della vecchia linea, separandosi soprattutto nelle zone ad alta densità urbanistica dove non è stato possibile seguire il vecchio tracciato. Le attese sullo sviluppo economico sono grandi, al punto che il Madaraka Express ha portato anche alla costruzione di centri commerciali e strutture per uffici.
Gli investimenti ammontano a più di tre miliardi di euro, per il novanta per cento cinesi grazie all’impegno della Banca per l’import-export della Cina, il restante dieci per cento è stato finanziato dal Kenya. La Cina, oltre ad aggiudicarsi gli appalti, si è anche occupata dei treni, inviando vagoni merci e carrozze passeggeri più locomotive a motore diesel, con l’impegno di elettrificare la ferrovia nei prossimi anni.
Visti gli elevati investimenti, circa il doppio della linea ferroviaria realizzata sempre dai cinesi tra la capitale dell’Etiopia Addis Abeba e Gibuti, sono nate delle polemiche da parte di chi si aspettava dei treni più avveniristici rispetto a quelli inviati dalla Cina.
Negli ultimi anni la politica cinese si è rivolta all’Africa in un’ottica di prospettiva: investimenti pubblici per le infrastrutture in modo tale da favorire la circolazione delle merci del Paese asiatico. Questa sinergia ha portato molte infrastrutture nel continente africano, così come dovrebbero arrivarne altre, tra cui autostrade e metropolitane leggere in grado di collegare le strutture turistiche e commerciali sorte nei pressi della ferrovia agli aeroporti più vicini.
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La ferrovia che in Kenya va da Nairobi a Mombasa attraversa anche aree di interesse naturalistico come il Parco nazionale Tsavo. Il governo vorrebbe sfruttare l’infrastruttura per un maggiore sviluppo turistico dell’area. Qui gli elefanti hanno però subito lo stress dei cantieri della ferrovia Madaraka Express. Per porre rimedio sono stati monitorati gli spostamenti con l’utilizzo di collari satellitari e sono stati costruiti dei sottopassaggi per permettere gli spostamenti a elefanti e altri animali. Il vero problema ora sarà la prossima infrastruttura a cui si oppongono varie associazioni: un’autostrada a sei corsie che rendrà ancora più ardua la vita e gli spostamenti degli elefanti.
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