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Francia e Germania hanno fatto sapere che “gli Usa offrono solo briciole” e che “le trattative sono di fatto fallite”. Potrebbe essere la fine del Ttip.
I negoziati del Partenariato translatlantico sul commercio e gli investimenti, noto con l’acronimo Ttip (dall’inglese Transatlantic trade and investment partnership), potrebbero essere falliti. Dopo tre anni di discussioni (per nulla trasparenti) le parti in causa potrebbero infatti decidere di bloccare definitivamente – o per lo meno sospendere – il progetto che punta a creare un’immensa zona di libero scambio tra Stati Uniti e Unione europea, assieme ad un mercato da 800 milioni di consumatori.
Del possibile accordo si parla dal giugno del 2013. La segretezza delle trattative ha suscitato nel tempo sdegno e sospetti da parte della società civile. Numerose associazioni ecologiste, in particolare, hanno sottolineato i rischi derivanti da una possibile “deregolamentazione“ rispetto agli obblighi attualmente in vigore in Europa in materia di ambiente, alimentazione e agricoltura.
Non sono queste, tuttavia, le motivazioni che hanno spinto il segretario di stato al Commercio estero francese, Matthias Fekl, a dichiarare di fatto fallito il negoziato per il Ttip. Parlando alla radio Rmc, il membro del governo transalpino ha spiegato che “il sostegno politico al progetto, da parte della Francia, non c’è più”. Per questo, “il nostro paese chiederà a settembre alla Commissione europea di chiudere le trattative”.
La France demande l’arrêt des négociations du #TAFTA #TTIP
— Matthias Fekl (@MatthiasFekl) 30 agosto 2016
La decisione di Parigi è dettata, ha aggiunto, dal fatto che “gli americani non concedono nulla, se non le briciole. Non è così che si dovrebbe negoziare tra alleati”. Infine, però, un’apertura: “Ci si potrà sedere di nuovo attorno a un tavolo, in futuro, ma su altre basi”.
Le dichiarazioni di Fekl arrivano dopo quelle del vice-cancelliere tedesco Sigmar Gabriel, che il 28 agosto si è espresso senza mezzi termini: “Le trattative per il Ttip sono fallite, anche se nessuno lo ammette apertamente”. Nonostante quattordici riunioni organizzate negli corso di tre anni, “le parti non sono riuscite ad accordarsi nemmeno su uno dei 27 capitoli di discussione”.
Un’affermazione che non è stata smentita dalla cancelliera Angela Merkel, che tuttavia si è affrettata ad assicurare che “le trattative vanno avanti”. Nel frattempo, però, anche sulla sponda Usa l’entusiasmo pro-Ttip sembra scemare. La candidata democratica Hillary Clinton, “spinta” a sinistra dal suo rivale Bernie Sanders, nel corso della campagna per le primarie aveva ammesso che “questi trattati sembrano sempre fantastici sulla carta, ma poi i risultati non sono mai all’altezza”.
Ancor più drastico Donald Trump, secondo il quale “gli accordi commerciali non servono a niente”: il candidato repubblicano punta infatti decisamente ad una politica protezionistica in caso di vittoria.
Va detto però che al termine dell’ultimo round di negoziati – effettuato nello scorso mese di giugno a Bruxelles – i governi europei hanno rinnovato all’unanimità il mandato alla Commissione Ue. Quest’ultima, inoltre, ritiene che sul tema del Ttip si stiano registrando “costanti progressi”. La prossima riunione è prevista ad ottobre negli Usa. Sulla carta.
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