Nel 2025 persi 102 km2 di territorio naturale, oltre tre metri quadrati al secondo. Ma secondo Ispra ce ne sono anche 2.100 pronti per essere recuperati.
Migliaia di fenicotteri sono morti nel lago Salato, in Turchia, a causa della siccità dovuta ai cambiamenti climatici e ai metodi di irrigazione agricola.
Nelle ultime due settimane, migliaia di fenicotteri – tra cui molti cuccioli – sono morti presso il lago Salato, in Turchia, a causa della siccità. Secondo le associazioni ambientaliste, la prolungata mancanza d’acqua è stata causata sia dai cambiamenti climatici, sia dai metodi di irrigazione dovuti a un’agricoltura intensiva.
Le immagini raccolte dai droni utilizzati per monitorare l’area mostrano fenicotteri bruciati dal sole e coperti di fango secco. Il lago Salato è un’importante colonia per questa specie di uccelli: qui, infatti, ogni anno ne nascono almeno 10mila. Nel 2019 addirittura 20mila.
Il lago Salato (Tuz Gölü, in turco) è stato inserito nella lista del Patrimonio mondiale dall’Unesco nel 2000 ed è il lago più salino al mondo dopo il mar Morto. In estate, l’acqua del lago evapora molto velocemente lasciando una superficie di sale spessa 30 centimetri. Il bacino, dove sono state osservate 85 specie di uccelli diverse, riveste un’importanza strategica per quelli migratori e costituisce una delle colonie di fenicotteri più importanti della Turchia.
Quest’anno, tuttavia, solo 5000 uova di fenicottero si sono schiuse all’interno della grande colonia e molti di questi piccoli appena nati sono morti per mancanza d’acqua. Per il ministro dell’Agricoltura Bekir Pakdemirli la colpa non è da attribuire alle coltivazioni e i fenicotteri morti sarebbero appena mille.
Di altro avviso la fondazione ambientale Tema, la quale ha pubblicato un report in cui dimostra che le pratiche agricole sono responsabili della penuria cronica di acqua nella zona: la richiesta è cresciuta del 30 per cento rispetto allo scorso anno e i cambiamenti climatici non fanno altro che peggiorare la situazione.
Anche per la presidente della ong turca Doğa, Dicle Tuba Kilic, l’unico modo per prevenire la morte in massa di fenicotteri è cambiare i metodi di irrigazione agricola nella regione e aumentare i programmi per la tutela della biodiversità.
A tal proposito, l’ong turca – che è partner dell’associazione inglese Birdlife international – punta a ottenere per il delta del Gediz, nel golfo di Smirne, il riconoscimento di area protetta da parte dell’Unesco. Grazie all’attività di Kilic e dei suoi volontari, a Gediz, quest’anno, si sono schiuse 20mila uova di fenicotteri: di tutti gli esemplari rosa del mondo, uno su dieci nasce proprio nel delta di Gediz, il 30 per cento della popolazione europea.
Ma anche Gediz ha dovuto affrontare diversi ostacoli: Doğa si è battuta contro un progetto di autostrada che avrebbe dovuto collegare il nord con il sud della Turchia, passando proprio per il delta e frammentando questa immensa zona umida. Per fortuna, nel 2019, il tribunale di Smirne ha annullato il progetto.
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