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Nella foresta amazzonica sorge il resort Kapawi Ecolodge. Lo hanno costruito con criteri di architettura ecologica, a pannelli solari e lo gestiscono gli indigeni.
E’ la storia degli indigeni Achuar e del “resort” ecocompatibile
che hanno costruito e stanno gestendo, loro, in mezzo alla
foresta.
Si legge su Peacereporter:
Molto vicino alla frontiera con il Perù, in
una regione dell’Ecuador dove la selva amazzonica la fa da padrona,
dove la ricchezza dei corsi d’acqua garantisce una
biodiversità eccezionale, i turisti, se “consapevoli” sono i
benvenuti. A guidarli un gruppo di indigeni Achuar. In particolare,
come racconta nel suo reportage Michael Voss della testata Bbc,
c’è una persona che ha il compito di svelare questi luoghi
meravigliosi. Si tratta di Ruben, un indigeno che tutti i giorni si
mette a capo di un gruppo di turisti e con loro cerca di
condividere le sue conoscenze e le sue esperienze, facendo scoprire
ai turisti, provenienti da ogni parte del mondo, i segreti e le
meraviglie della selva.Kapawi Ecolodge. Il resort, se così lo possiamo definire, si
trova a poco meno di un’ora di volo dalla capitale dell’Ecuador,
Quito. Qui, il popolo Achuar vive da secoli in simbiosi con la
natura e con le proprie tradizioni… Interamente costruito con
materiali eco compatibili e rifornito dall’energia prodotta dai
pannelli solari, questo resort si integra perfettamente nel
difficile ambiente della selva. Oltre la metà delle persone
che vi lavorano, dai cuochi alle guide, fino ad arrivare al
personale che si occupa delle pulizie, fa parte della popolazione
Achuar.
Diverse le attrattive alle quali le guide Achuar possono far
partecipare l’ecoturista. Si possono fare lunghe e suggestive
escursioni nella foresta con le guide che spiegano come, per loro,
la foresta sia come un grande supermercato, dove si può
cacciare, pescare, raccogliere i frutti. La foresta provvede a
fornir da mangiare e dalle piante ricavano i medicinali. E si
possono visitare le comunità indigene, e scoprire il mondo
animale tramite il birdwatching e l’osservazione
naturalistica…
La foresta, insomma, darà ai turisti tutta la sua
selvaggia bellezza. Ai suoi abitanti, la giusta dignità.
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