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Oltre 600 stabilimenti di Unilever hanno raggiunto l’obiettivo “rifiuti zero”, riciclando la totalità dei rifiuti prodotti.
Unilever, multinazionale anglo-olandese proprietaria di numerosi marchi, ha tagliato un nuovo traguardo nella gestione sostenibile dei rifiuti, riuscendo a riciclare il 100 per cento dei rifiuti prodotti da oltre 600 dei suoi stabilimenti, tra fabbriche, centri logistici e di distribuzione e uffici, sparsi in settanta paesi.
Nel gennaio del 2015 la società aveva annunciato che oltre 240 delle fabbriche avevano raggiunto l’obiettivo “zero rifiuti in discarica”, oggi si aggiungono altri 400 siti. Per raggiungere questo obiettivo Unilever ha applicato l’approccio delle “4 R”, ovvero riduzione, riutilizzo, recupero o riciclo, dimostrando che i rifiuti possono essere una vera e propria risorsa. Eliminare i rifiuti è anche vantaggioso economicamente, l’azienda ha dichiarato di aver avuto benefici economici per 200 milioni di dollari e ha creato centinaia di nuovi posti di lavoro.
L’obiettivo di Unilever è quello di diventare un’azienda a rifiuti zero a livello globale, riciclando la totalità dei rifiuti prodotti. “Essere un’azienda a rifiuti zero è un obiettivo essenziale per la crescita della nostra società – ha dichiarato il presidente di Unilever Italia, Angelo Trocchia. – Sono orgoglioso che l’Italia sia stata tra le prime a raggiungere l’obbiettivo sia negli stabilimenti produttivi che nelle sedi già nel 2013. Con il nostro esempio, aspiriamo a dare vita a un movimento che possa contribuire, grazie alla collaborazione di attori diversi, a ridurre significativamente gli sprechi su scala globale”.
Secondo la società gli obiettivi di sostenibilità possono essere realizzati solo collaborando con fornitori, partner e altre organizzazioni. Proprio in quest’ottica ha annunciato una nuova collaborazione con 2degrees, piattaforma nata per affrontare le sfide del business sostenibile e aiutare le organizzazioni ad adottare il modello rifiuti zero.
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